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Cultura 3 min di lettura2 ore fa

Icaro Infinito debutta a Pietrasanta tra sculture e pianoforte

A Pietrasanta la seconda edizione di Mito e Musica ha unito teatro, pianoforte e sculture nel ricordo dell’artista

Il mito di Icaro è stato al centro della seconda edizione di Mito e Musica, ospitata all’Atelier Mitoraj di Pietrasanta. L’appuntamento, organizzato a dodici anni dalla scomparsa dello scultore di origini polacche, ha proposto anche la prima nazionale di Icaro Infinito, spettacolo scritto e interpretato da Giuseppe Ciciriello.

La pièce ha preso spunto da Ikaro Cielo Bianco, opera del 2014 realizzata con encausto e acrilico su tela, rientrata dalla Puglia dopo la conclusione della mostra “Barocco e neobarocco, da Rubens a Mitoraj”. Il lavoro teatrale ha intrecciato parola, musica e immagine, con le composizioni per pianoforte eseguite da Mirko Lodedo su un’idea di Gianluca Zurlo.

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Icaro tra arte e teatro

Nel racconto portato in scena, Icaro è stato letto come figura dell’aspirazione all’infinito, della libertà e della fragilità. Ciciriello ha scelto di allontanarsi dall’interpretazione legata soltanto alla caduta, concentrandosi invece sulla tensione dell’uomo verso ciò che supera la paura.

“Per me Icaro è il mito di chi osa tendere all’eterno, all’infinito”, ha spiegato l’autore e interprete. Secondo Ciciriello, il volo del personaggio continua a ripetersi ogni volta che una persona decide di alzare lo sguardo; il confronto con le figure spezzate di Mitoraj ha dato ulteriore profondità al testo.

Il percorso musicale e teatrale ha così accompagnato il pubblico dentro alcuni temi ricorrenti nell’opera dello scultore: la ricerca della bellezza, lo slancio giovanile, la sete di libertà e la hybris. Le opere di Mitoraj sono state presentate come una chiave per interrogare il presente attraverso forme segnate dalla frattura e dalla tensione.


Lo spettacolo nel magazzino

Per l’occasione il teatro è stato allestito nel magazzino dell’Atelier, accanto agli stampi e ai negativi utilizzati in fonderia per realizzare i bronzi. Due sculture monumentali di Icaro hanno accolto gli spettatori, mentre alle spalle del palco era collocata una grande Dea Roma; altre opere hanno completato l’ambiente scenico.

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Luca Pizzi, direttore dell’Atelier e scenografo dello spettacolo, ha definito lo spazio il luogo più vicino alla genesi delle opere. “Siamo circondati dai negativi, dagli stampi da cui nascono, in fonderia, i bronzi che tanto amiamo”, ha detto, spiegando che la trasformazione dei materiali richiama il passaggio dalla tela alla rappresentazione teatrale.

La serata è proseguita negli altri ambienti dell’Atelier, con la partecipazione di sostenitori e ospiti. Enzo Stamati, presidente Bvlg, ha ricordato il sostegno di Arte Bvlg alla manifestazione e la volontà di accompagnare il lavoro costruito intorno alla memoria di Mitoraj.


Il ricordo di Mitoraj

Secondo Stamati, la collaborazione non si è limitata all’aiuto economico, ma ha rappresentato anche una forma di vicinanza al progetto dell’Atelier. L’iniziativa è stata realizzata da Scintilla e Atelier Mitoraj, con la partnership di Fondazione Arte Bvlg.

A conclusione dell’incontro è intervenuto Jean-Paul Sabatié, presidente dell’Atelier Mitoraj, che ha ringraziato il pubblico e Luca Pizzi. “Siamo una grande famiglia, unita dall’amore per l’arte, per la bellezza e per Igor Mitoraj”, ha affermato.

La rassegna ha confermato l’attività dell’Atelier nella conservazione dell’eredità dello scultore e nella creazione di occasioni in cui pittura, scultura, musica e teatro possano dialogare. La ricerca di Mitoraj, rivolta alla costruzione di armonia dentro un mondo spezzato, continua così a essere riletta attraverso nuovi linguaggi.

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