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Cultura 3 min di lettura2 ore fa

Arco di Giano, Marina Abramović porta a Roma Confession

L’opera sarà visitabile fino al 19 maggio 2027, dopo il restauro del monumento danneggiato nell’attentato del 1993.

Marina Abramović presenterà il 19 novembre a Roma “Confession, 2026”, nuova opera realizzata per l’Arco di Giano. L’installazione resterà nel monumento fino al 19 maggio 2027 e sarà accessibile ogni giorno dalle 17 alle 21.

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L’Arco riapre alla città

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Abramović e la Fondazione Alda Fendi - Esperimenti, che ha promosso l’intervento per mettere in dialogo arte contemporanea, archeologia e memoria. La scultura sarà collocata sotto l’Arco di Giano, trasformando l’antico passaggio in uno spazio dedicato all’ascolto e alla partecipazione del pubblico.

La presentazione arriva dopo un nuovo intervento di restauro e consolidamento finanziato attraverso il Pnrr - Caput Mundi, con lavori estesi anche alle aree circostanti. Il monumento era stato danneggiato dall’attentato mafioso del 1993 alla vicina chiesa di San Giorgio al Velabro e, in seguito, era rimasto chiuso da una cancellata. Un primo restauro, concluso nel 2017, aveva interessato soprattutto la facciata rivolta verso Piazza della Bocca della Verità.


Dalla confessione alla scultura

Il percorso riunisce tre opere: “Confession”, realizzata nel 2010, “The Road to Confession”, del 2026, e la nuova scultura “Confession”, creata appositamente per Roma. La prima opera nasceva dall’incontro dell’artista con un asino, davanti al quale Abramović rievocava i ricordi dolorosi dell’infanzia.

La nuova opera riprende quel nucleo intimo e lo apre alla partecipazione collettiva. Si tratta della prima scultura in bronzo dell’artista, commissionata dalla Fondazione Alda Fendi - Esperimenti e realizzata con Factum Arte: un asino in bronzo dorato, a grandezza naturale, si trova di fronte a una seduta dello stesso materiale.

Il visitatore potrà sedersi davanti all’animale e affidargli pensieri, ferite e ricordi. Gli occhi di vetro della scultura sono pensati per sostenere il confronto con la propria memoria, mentre l’asino assume il ruolo simbolico di ascoltatore silenzioso, senza giudizi né risposte.

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L’azione inaugurale

L’apertura del 19 novembre sarà accompagnata da un’azione di Marina Abramović. L’artista si siederà davanti all’asino dorato e inviterà alcune persone a occupare il suo posto, consegnando così l’opera alla partecipazione del pubblico.

Secondo Alda Fendi, il progetto rappresenta l’incontro tra due percorsi segnati dalla ricerca e dalla sperimentazione. La fondatrice della Fondazione ha spiegato che l’Arco di Giano è il luogo adatto per unire la dimensione contemporanea dell’artista alla storia millenaria della città, definendo “Confession” un lavoro legato alla memoria e al tempo.


Il filmato girato all’alba

Completa l’esposizione “The Road to Confession”, opera video ideata da Abramović per l’iniziativa. Il filmato è stato girato all’alba del 30 giugno, diretto da Nabil Elderkin e realizzato con Factum Arte.

Le immagini mostrano l’artista mentre attraversa le strade ancora vuote di Roma accanto all’asino Paltò, tenuto con una corda di canapa. Il tragitto termina all’Arco di Giano, dove Abramović si siede davanti all’animale e lo guarda negli occhi.

L’installazione è stata autorizzata dalla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, diretta da Daniela Porro e partner istituzionale del progetto. L’illuminazione dell’Arco sarà curata da Vittorio Storaro, tre volte premiato con l’Oscar, grazie al sostegno della Fondazione Alda Fendi - Esperimenti.

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