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Cultura 3 min di lettura3 giorni fa

Droni e IA, il libro che conquista il Premio Estense: vince Di Feo

“Il cielo sporco” si aggiudica la 62esima edizione del riconoscimento ferrarese; a Monica Maggioni va il 42° premio intitolato a Gianni Granzotto.

La guerra affidata sempre più alle macchine è il tema del libro che ha convinto le giurie del Premio Estense. “Il cielo sporco”, saggio di Gianluca Di Feo pubblicato da Guanda Editore, ha ottenuto il primo posto nella 62esima edizione del riconoscimento.

Il verdetto è maturato al terzo scrutinio, dopo il confronto tra giuria tecnica e giuria popolare. La cerimonia conclusiva si è tenuta alle 17.00 al Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara, con la conduzione affidata per la prima volta a Tiziana Ferrario.


La guerra spiegata dalle macchine

Di Feo ha accolto il risultato sottolineando la qualità degli altri finalisti: “Sono sorpreso di aver vinto perché gli altri tre libri in gara sono tutti lavori veramente straordinari”. Nel suo volume analizza l’impatto dei droni e dell’intelligenza artificiale sui conflitti contemporanei, mettendo in evidenza il rischio che la scelta di uccidere venga sottratta all’essere umano.

L’autore ha inoltre richiamato la crescita della produzione militare legata ai droni: secondo i dati citati, nel corso dell’anno l’Ucraina dovrebbe arrivare a cinque milioni di apparecchi e la Russia a sei milioni. Di Feo ha chiesto una risposta fondata su regole condivise e sul tentativo di fermare le guerre in corso.

Il presidente della giuria tecnica Alberto Faustini ha descritto il libro come un’inchiesta capace di seguire l’evoluzione dei combattimenti dall’Iran all’Ucraina, fino a Israele. Andrea Pizzardi, alla guida della Fondazione Premio Estense, ha spiegato che il volume racconta un cambio di paradigma: il drone non è più un oggetto ricreativo, ma un’arma potenzialmente letale anche senza la presenza diretta dell’operatore.


Il verdetto e gli altri premi

La rosa finale era stata selezionata tra 75 candidature. Oltre a Di Feo, comprendeva Virman Cusenza con “L’altro Garibaldi. I ‘Diari’ di Caprera” (Ed. Mondadori), Tonia Mastrobuoni con “La peste. Indagine sulla destra in Germania” (Feltrinelli Editore) e Nello Trocchia con “Invincibili. La mafia albanese da Roma alla conquista del mondo” (Ed. Rizzoli).

Alla riunione mattutina, ospitata al Circolo dei Negozianti di Palazzo Roverella, hanno partecipato per la giuria tecnica Davide Berti, Giorgia Cardinaletti, Francesco Costa, Giancarlo Mazzuca, Marzio G. Mian, Venanzio Postiglione, Alessandra Sardoni e Fabio Tamburini, sotto la presidenza di Faustini.

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Durante l’appuntamento ferrarese è stata assegnata a Di Feo l’Aquila D’Oro 2026. Il 42° “Riconoscimento Gianni Granzotto. Uno stile nell’informazione” è andato invece a Monica Maggioni, premiata con la Colubrina d’Argento.

Il riconoscimento dedicato a Granzotto, istituito nel 1985, viene attribuito a professionisti dell’informazione distintisi per correttezza, dedizione e competenza. La scelta è stata compiuta dalla giuria presieduta da Andrea Pizzardi e composta da dieci rappresentanti del mondo imprenditoriale di Bologna, Ferrara e Modena, con il consenso della giuria tecnica.


Un autore tra guerre e inchieste

Gianluca Di Feo è Defence Correspondent di Repubblica, testata della quale è stato vicedirettore per otto anni. In precedenza ha guidato le inchieste dell’Espresso e ha ricoperto il ruolo di caporedattore al Corriere della Sera, seguendo per il quotidiano la guerra del Golfo e l’inchiesta Mani Pulite.

Da trentacinque anni si occupa di eserciti e conflitti, con reportage dedicati tra gli altri ad Afghanistan, Libano e Ucraina. Ha pubblicato cinque saggi su guerra, criminalità organizzata e corruzione; tre sono stati realizzati insieme a Raffaele Cantone.

La manifestazione è stata sostenuta anche quest’anno da Azimut Holding, main sponsor dell’evento. Monica Liverani, Chief Sustainability Officer della società, ha indicato nella collaborazione con il Premio Estense e Confindustria Emilia un impegno a favore di un’informazione indipendente, rigorosa e capace di leggere la complessità.

L’edizione 2026 ha inoltre confermato la media partnership con Ansa, Rai Cultura e Rai Radio1.

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