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Cultura 3 min di lettura2 giorni fa

Canova contro il Louvre: la missione segreta per riportare a casa l’arte italiana

Un romanzo documentario racconta il viaggio del maestro veneto nella Parigi del 1815, tra opere sottratte, alleanze rischiose e una disputa ancora aperta.

La restituzione delle opere d’arte portate via dall’Italia durante l’età napoleonica non appartiene soltanto ai libri di storia. A oltre due secoli dalla missione di Antonio Canova, centinaia di dipinti italiani sono ancora conservati in Francia e alimentano un confronto internazionale sul destino dei patrimoni trasferiti con la forza.

È questo il punto di partenza di *Salverò Raffaello. Canova alla battaglia del Louvre*, il romanzo scritto da Daria Lucca e Ivo Carezzano. Il volume ricostruisce, con il supporto di una ricerca d’archivio, l’incarico affidato nel 1815 allo scultore da Pio VII: rintracciare e riportare nello Stato Pontificio parte delle opere sottratte da Napoleone a chiese e dimore aristocratiche.


Una missione tra arte e pericoli

Canova arrivò a Parigi in una fase estremamente instabile. La città era attraversata dalla presenza di quattro eserciti rivali, mentre la notizia della sconfitta di Waterloo era ancora recente e l’ombra di Napoleone continuava a pesare sull’opinione pubblica, nonostante l’ex imperatore fosse ormai diretto verso l’esilio di Sant’Elena.

L’artista riuscì comunque a recuperare circa metà del patrimonio trafugato. Per muoversi nella capitale francese poté contare sull’aiuto del fratello, l’abate Giovanni Battista Sartori, e di due figure già vicine al suo ambiente: Juliette Récamier, protagonista della vita mondana parigina, e Quatremère de Quincy, archeologo e intellettuale che aveva denunciato fin dall’inizio le requisizioni napoleoniche.


Gli alleati inventati dal romanzo

Alla vicenda storica gli autori affiancano elementi narrativi che ampliano la rete di persone coinvolte. Accanto a Canova compaiono un vivace servitore proveniente da Trastevere e una restauratrice francese, capace di orientarsi tra le collezioni della capitale.

Un ruolo particolare spetta inoltre a un gesuita laico valdostano, già militare sabaudo. Nel racconto l’uomo protegge lo scultore e, nello stesso tempo, conduce indagini per conto del segretario di Stato pontificio, il cardinale Ercole Consalvi. Ne emerge una trama da spy-story, costruita però su una vicenda documentata.

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Perché la disputa non è chiusa

Lucca e Carezzano spiegano che il tema conserva una forte attualità: secondo gli autori, i circa 250 dipinti italiani ancora presenti al Louvre, nelle chiese e nei musei francesi rappresentano soltanto una parte di una controversia molto più ampia. Il dibattito coinvolge i cosiddetti musei universali e le opere trasferite durante le espansioni coloniali, oggi rivendicate da Paesi che hanno consolidato il proprio peso economico e culturale.

Tra i casi più noti figurano anche i marmi del Partenone, spostati da Atene a Londra all’inizio dell’Ottocento. Gli autori ricordano che i precedenti tentativi italiani di ottenere dalla Francia la restituzione di opere di Guercino, Caravaggio e Veronese non hanno prodotto risultati, mentre il British Museum ha recentemente mostrato maggiore disponibilità verso prestiti e collaborazioni di lunga durata con la Grecia.


Dal libro alle nuove tecnologie

Il volume non si limita alla ricostruzione della spedizione di Canova. In appendice propone anche una lista delle tele italiane rimaste a Parigi oppure collocate in chiese e musei dipartimentali francesi, una distribuzione che ne avrebbe reso più complesso il ritrovamento e l’eventuale rientro.

Nel confronto contemporaneo sulla conservazione e sulla restituzione, un contributo può arrivare dalla tecnologia. A Venezia, per esempio, una riproduzione digitale ha ricreato *Le Nozze di Cana* di Paolo Veronese: un’opera di circa 70 metri quadrati, popolata da un centinaio di figure tra personaggi e animali, compresi alcuni cani. Per gli autori, l’intervento ha restituito al Cenacolo Palladiano dell’Isola di San Giorgio Maggiore un’immagine vicina a quella vissuta dai frati quando il dipinto si trovava ancora nella sua sede originaria.

Le ricerche alla base del romanzo sono nate negli archivi parigini e furono inizialmente collegate a una tesi di laurea in museologia dell’Università di Firenze. Il libro è disponibile sul sito dell’editore Nuova Trauben e, nei giorni successivi, è atteso anche su Amazon e sulle altre piattaforme.

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