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Cultura 4 min di lettura1 ora fa

Asta da record a New York: il torso romano vola a 34,3 milioni

La scultura imperiale ha trascinato una serata da 63 milioni di dollari, con opere vendute a collezionisti e istituzioni di 35 Paesi.

Collezionisti privati e istituzioni di 35 Paesi hanno animato la serata newyorkese di Sotheby’s, con rilanci arrivati dalla sala, dal telefono e dalla piattaforma digitale. Quasi un partecipante su cinque aveva meno di 40 anni, mentre acquirenti europei, statunitensi e asiatici hanno contribuito a una competizione internazionale.

L’appuntamento inaugurale di “Magnum Opus” ha raccolto 63 milioni di dollari, pari a 56,1 milioni di euro, superando il tetto massimo previsto di 47,6 milioni di dollari, equivalenti a 42,4 milioni di euro. Ogni lotto proposto è stato assegnato e il progetto complessivo proseguirà con oltre 900 opere, distribuite in 26 aste tra New York e Parigi fino al 2027.

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Una collezione senza confini

Secondo Jodi Pollack, presidente della divisione Sotheby’s per il design del XX secolo e le grandi collezioni nelle Americhe, il tratto distintivo dell’iniziativa è la capacità di accostare manufatti romani, dipinti antichi, arredi francesi, tessuti islamici e opere moderne. La raccolta viene così presentata come un percorso unitario attraverso epoche e tradizioni artistiche differenti.

Tra i risultati della serata figurano anche una corazza anatomica greca in bronzo, attribuita a un periodo compreso fra gli ultimi decenni del IV secolo e il primo quarto del III secolo a.C., venduta a 704.000 dollari, circa 627.000 euro. La cifra ha oltrepassato di molto la soglia minima indicata, fissata a 300.000 dollari, all’interno di una previsione fra 300.000 e 500.000 dollari.


I lotti che hanno sorpreso

Nel comparto delle arti decorative, due sedute marquises in legno scolpito e dorato, realizzate in stile Luigi XVI e attribuite a Georges Jacob, hanno raggiunto 768.000 dollari, circa 684.000 euro. La valutazione iniziale oscillava fra 200.000 e 300.000 dollari; gli arredi erano stati realizzati per il conte de Vaudreuil e collegati alla cerchia della corte di Maria Antonietta.

Un frammento di tappeto reale prodotto dalla manifattura Savonnerie durante il regno di Luigi XIV, tra il 1664 e il 1666, è stato battuto a 217.600 dollari, circa 194.000 euro. Il decoro del sole radiante rimanda alla simbologia del Re Sole, mentre la stima di partenza era compresa fra 50.000 e 70.000 dollari.


Dipinti, tappeti e disegni

Il quadro di Canaletto “Venezia, veduta del Canal Grande verso est con Santa Maria della Salute”, realizzato attorno al 1740, ha ottenuto 6,2 milioni di dollari, cioè 5,5 milioni di euro. Per più di sessant’anni la tela è appartenuta al Minneapolis Institute of Arts e al Metropolitan Museum of Art di New York, e la sua aggiudicazione è rimasta dentro la fascia prevista, tra 6 e 8 milioni di dollari.

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A 5 milioni di dollari, pari a 4,5 milioni di euro, è stata venduta una natura morta di Luis Meléndez con agrumi, frutta secca, spezie, dolci, una brocca e un barile. Un frammento di tappeto safavide della tecnica detta “a vaso”, conosciuto come frammento di tappeto safavide “a vaso” Bernheimer, ha invece raggiunto 448.000 dollari, circa 399.000 euro, rispettando la stima di 350.000-500.000 dollari; l’opera era stata presentata al pubblico di Chicago nel 1926.

Il disegno di Gustav Klimt “Nudo seminudo disteso rivolto a destra”, studio preparatorio per “Leda”, è stato venduto online per 281.600 dollari, circa 251.000 euro. Il dipinto a cui il foglio era destinato è andato distrutto nell’incendio del castello di Immendorf nel 1945, mentre la valutazione del disegno era fissata tra 120.000 e 180.000 dollari.


Il torso che cambia il primato

Il risultato più alto è arrivato dal torso marmoreo di un imperatore della dinastia giulio-claudia, eseguito nella prima metà del I secolo d.C. Dopo quasi 14 minuti di rilanci tra cinque contendenti, l’opera è stata assegnata per 34,3 milioni di dollari, pari a 30,5 milioni di euro, accompagnata dagli applausi del pubblico.

La cifra rappresenta il nuovo record mondiale per un’antichità romana. La scultura, considerata una delle più rilevanti opere imperiali romane apparse sul mercato nell’ultimo decennio, era partita da una stima di 8-12 milioni di dollari; la sua documentazione è ininterrotta dal 1926 e i confronti più vicini si trovano in opere custodite ai Musei Vaticani e al Museo archeologico di Zagabria.

Nella stessa vendita, un ritratto marmoreo romano di una giovane donna dell’età augustea ha raggiunto 2,5 milioni di dollari, circa 2,2 milioni di euro. Il pezzo aveva già segnato nel 2014, sempre da Sotheby’s, il primato d’asta per un ritratto femminile antico in marmo e con il nuovo passaggio ha superato il precedente risultato della categoria.

Per 2,5 milioni di dollari è stata inoltre assegnata la “Veduta di Haarlem da nord-ovest” di Jacob van Ruisdael, già concessa per lungo tempo al Metropolitan Museum of Art e successivamente alla National Gallery di Londra.

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