Zara, il caso dell’abito di Halloween riapre una ferita: scatta il ritiro
Un prodotto per bambini ha suscitato forti reazioni per il richiamo alle divise dei lager nazisti; il marchio lo ha tolto dalla vendita dopo le proteste.
Un nuovo caso coinvolge Zara e riporta al centro il rapporto tra moda e memoria della Shoah. Un abito per bambini, proposto online in vista di Halloween, è stato giudicato offensivo perché considerato riconducibile alle divise indossate nei campi di concentramento e di sterminio nazisti.
Il prodotto finisce sotto accusa
La commercializzazione dell’articolo ha provocato indignazione, fino alla richiesta di ritirarlo dal mercato. Zara ha quindi rimosso il vestito, ma la decisione non ha fermato le reazioni: tra le espressioni utilizzate per descriverlo è comparsa anche quella di “costume della vergogna”.
Il caso ha riacceso una domanda sull’attenzione riservata dai marchi ai riferimenti storici e simbolici presenti nei prodotti destinati ai bambini. Nel materiale disponibile non vengono forniti ulteriori dettagli sull’abito, oltre al richiamo denunciato alle uniformi dei lager.
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Un precedente di dieci anni fa
L’episodio non sarebbe isolato. Poco più di dieci anni fa Zara era già finita al centro di contestazioni per una maglietta per bambini caratterizzata da una stella a sei punte, elemento che aveva suscitato associazioni con la persecuzione degli ebrei durante il nazismo.
La nuova vicenda viene dunque letta alla luce di quel precedente, proprio perché riguarda ancora una volta l’abbigliamento infantile e simboli collegati alla Shoah. Il ritiro dell’articolo ha chiuso la vendita, ma non ha cancellato l’indignazione sollevata dalla sua comparsa sul mercato.
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