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Cronaca 2 min di letturaieri

WhatsApp, la nuova stretta sui profili adolescenti: cosa cambia per le famiglie

I genitori potranno gestire privacy, gruppi, canali e contenuti destinati ai figli, senza accedere alle loro conversazioni personali.

La protezione delle conversazioni resta intatta, ma sulle impostazioni dell’account arriva un nuovo livello di supervisione familiare. WhatsApp estende anche all’Italia i controlli parentali facoltativi per gli adolescenti con più di 13 anni, applicabili a profili già esistenti.


Privacy protetta, impostazioni sorvegliate

Attraverso un codice PIN scelto dal genitore, sarà possibile stabilire chi può visualizzare l’immagine del profilo del ragazzo o della ragazza e chi può inserirlo nei gruppi. Se l’adolescente proverà a cambiare queste opzioni, dovrà prima ottenere l’autorizzazione del genitore.

Il sistema non consente però di leggere o ascoltare i contenuti delle chat. Messaggi e chiamate personali continuano a essere tutelati dalla crittografia end-to-end: il loro contenuto rimane accessibile soltanto alle persone che partecipano alla conversazione, nemmeno WhatsApp può visualizzarlo.


Gruppi, canali e Meta AI sotto controllo

La famiglia potrà ricevere un avviso quando il figlio entra in un gruppo, ne esce oppure quando una comunità di cui fa parte aumenta sensibilmente le proprie dimensioni. Sarà inoltre possibile definire le modalità di utilizzo dei canali e scegliere quali aggiornamenti di stato l’adolescente può vedere e quali, invece, possono essere visualizzati dagli altri.

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Un’ulteriore scelta riguarda Meta AI, per cui saranno disponibili l’impostazione predefinita destinata agli utenti dai 13 anni in su e l’opzione più restrittiva denominata Contenuti limitati. WhatsApp descrive la configurazione come semplice, basata su un solo PIN e su notifiche pensate per mantenere informati i genitori.


Una funzione facoltativa per le famiglie

I controlli non vengono attivati automaticamente: spetta ai genitori decidere se utilizzarli, quale livello di assistenza adottare e quando modificarli o disabilitarli. L’obiettivo dichiarato è favorire un confronto aperto tra adulti e ragazzi sul modo di usare l’app, senza sacrificare la riservatezza delle comunicazioni.

La funzione si inserisce nel percorso già avviato da Meta con gli account per adolescenti di Instagram, Facebook e Messenger. Su queste applicazioni i profili dedicati ai ragazzi tra 13 e 17 anni sono attivi per impostazione predefinita, in un contesto internazionale di crescente attenzione alla sicurezza e al benessere psicologico dei minori.

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