6.000Lettori online ora
Cronaca 3 min di lettura4 ore fa

Volo Flydubai nel caos: aggressione in cabina e discesa di 17mila piedi

Il comandante ferito riuscì ad aprire la porta della cabina: tre passeggeri israeliani bloccarono il copilota prima dell’atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita.

Un volo diretto da Dubai a Tel Aviv ha rischiato di trasformarsi in una tragedia dopo l’aggressione ai danni del comandante. Mentre l’aereo era in quota, il copilota lo avrebbe colpito con un’arma e avrebbe poi tentato di intervenire sui comandi durante una rapida discesa.

Il velivolo, un Boeing della compagnia Flydubai con 180 passeggeri israeliani a bordo, è riuscito comunque ad atterrare a Tabuk, in Arabia Saudita. A bordo, alcuni viaggiatori e membri dell’equipaggio hanno preso parte alla neutralizzazione dell’aggressore e al recupero del controllo dell’aereo.


La picchiata e l’intervento dei passeggeri

Secondo le ricostruzioni disponibili, il comandante Smit Machchhar avrebbe riportato ferite gravi ma sarebbe riuscito ad aprire la porta della cabina di pilotaggio. L’aereo, intanto, avrebbe perso oltre 17.000 piedi in meno di due minuti, arrivando a una quota inferiore di 17.400 piedi rispetto a quella iniziale.

Yaniv Hayun, idraulico israeliano tra i primi a entrare nella cabina, ha raccontato di aver trovato il presunto aggressore ai comandi. «L’ho afferrato, l’ho bloccato e ho iniziato a trascinarlo fuori», ha riferito dopo l’atterraggio, spiegando che l’uomo sembrava voler danneggiare i sistemi dell’aereo.

Hayun avrebbe inoltre tirato indietro la cloche per aiutare il velivolo a riprendere quota. Altri passeggeri avrebbero poi immobilizzato il copilota, anche utilizzando un filo appartenente alle cuffie, mentre un componente dell’equipaggio contribuiva a ristabilire il controllo del mezzo.


Il comandante ferito resta stabile

Il pilota indiano è stato ricoverato in un ospedale di Tabuk e sottoposto a un intervento chirurgico. Le sue condizioni sono state descritte come stabili. Prima di entrare nella compagnia Flydubai, Machchhar aveva lavorato per più di 11 anni nella compagnia indiana SpiceJet.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu lo ha indicato come un eroe, sostenendo che il suo comportamento abbia contribuito a salvare 174 persone, tra israeliani e passeggeri di altre nazionalità. Anche Narendra Modi ha elogiato pubblicamente il comandante, parlando di coraggio e determinazione mostrati nonostante le ferite.

Netanyahu ha spiegato di aver parlato con uno dei passeggeri coinvolti, secondo cui l’aereo era entrato in una spirale prima dell’intervento nella cabina. Il premier ha aggiunto che tutti i viaggiatori risultavano fuori pericolo e che il copilota era stato arrestato dalle autorità saudite.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Le testimonianze dopo l’atterraggio

Oltre a Hayun, almeno altri due passeggeri israeliani avrebbero contribuito a fermare l’aggressore. Assaf Rajwan ha descritto l’accaduto come un’esperienza surreale, spiegando di aver sentito urla provenire dalla cabina e di non aver mai pensato che una situazione simile potesse verificarsi nella vita reale.

Rajwan ha detto che il gruppo riuscì a mantenere fermo il copilota per circa 55 minuti, fino a quando l’aereo non raggiunse terra. Secondo un’altra ricostruzione, per bloccare l’uomo sarebbero serviti tra i 20 e i 25 minuti.

L’atterraggio d’emergenza è avvenuto all’aeroporto di Tabuk. In quel momento, due piloti in abiti civili presenti sul volo avrebbero assunto il controllo dell’aereo, consentendo la conclusione senza vittime della fase più drammatica.


Movente ancora da chiarire

Resta da stabilire perché il copilota abbia aggredito il comandante. Netanyahu ha ipotizzato che Machchhar possa essere stato colpito con un’ascia, uno strumento normalmente presente sugli aerei per le emergenze nella cabina di pilotaggio.

Il primo ministro israeliano ha evocato il rischio di una catastrofe paragonabile agli attentati dell’11 settembre, ma le autorità non hanno ancora chiarito il movente. Donald Trump ha riassunto l’incertezza del momento sostenendo che l’uomo potesse essere «forse un terrorista o forse un pazzo».

Secondo fonti israeliane, il copilota sarebbe un cittadino dell’Oman, Paese privo di relazioni diplomatiche con Israele. Il sospettato resta sotto interrogatorio in Arabia Saudita; Netanyahu si aspetta un suo trasferimento negli Emirati Arabi Uniti, da cui era partito il volo.

Il ministero degli Esteri israeliano ha definito l’episodio un possibile attacco terroristico contro cittadini israeliani, gli Emirati Arabi Uniti e gli Accordi di Abramo. Al momento, però, l’indagine non ha ancora fornito una conferma definitiva sull’origine e sulla natura dell’aggressione.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere