Viminale, l’allerta sale: occhi sulle strade dello shopping
Nella sala crisi del Dipartimento di pubblica sicurezza la tensione torna alta mentre agenti ed esperti di sicurezza informatica seguono i movimenti della piazza.
Alle 17 la calma apparente si interrompe nella sala crisi del Viminale. Sugli schermi compaiono i primi profili di persone incappucciate e l’attenzione degli operatori torna a concentrarsi sulle possibili evoluzioni della situazione.
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La tensione torna sugli schermi
Fino a quel momento migliaia di ragazzi erano rimasti disorientati, con il telefono in mano e in attesa di un’indicazione sulla piazza da raggiungere. Quell’appuntamento, però, non sarebbe arrivato, lasciando sospesa una folla senza una destinazione chiara.
La pausa, dunque, non viene letta come una sorpresa dagli uomini impegnati nel monitoraggio. Nella sala crisi si alternano il controllo delle immagini e la valutazione degli sviluppi, mentre sul territorio resta alta l’attenzione delle forze dell’ordine.
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Protezione rafforzata nelle vie centrali
L’indicazione operativa riguarda in particolare le strade dello shopping, considerate tra i punti da presidiare con maggiore cura. Gli agenti sono presenti nelle aree interessate, mentre gli specialisti di sicurezza informatica lavorano davanti ai computer per seguire anche il flusso delle informazioni.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito il principio alla base della gestione dell’emergenza: «Non esistono zone franche». La frase sintetizza la linea adottata dal Viminale, con il controllo concentrato sia sulle presenze in strada sia sui segnali che arrivano dagli schermi della sala crisi.
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