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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Via Pace, il presidio che resiste: Kustermann chiede di proteggerlo

Alla Festa del Cinema di Roma il documentario dedicato al consultorio milanese riaccende il dibattito sul futuro dei servizi pubblici e sul lavoro condiviso degli operatori.

A emozionare Gisella Kustermann è stato il racconto del consultorio di Via Pace, a Milano, presentato alla Festa del Cinema di Roma. La ginecologa ed ex primaria della Mangiagalli ha riconosciuto nel documentario la testimonianza di un servizio pubblico da difendere in una fase segnata dai tagli.

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Kustermann: «Quel mondo va protetto»

Kustermann ha ricordato il legame personale con la nascita dei consultori e con la legge approvata nel 1975. All’epoca studiava ancora Medicina, ma già allora quel passaggio rappresentava l’avvio di una stagione importante per l’assistenza e la tutela della salute delle donne.

«Mi sono emozionata», ha raccontato parlando del film. La ginecologa ha poi sottolineato la necessità di preservare quell’esperienza, riassumendo il suo appello in una frase: «Quel mondo va protetto».

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Il valore del presidio milanese

Il documentario porta sullo schermo il centro di Via Pace e il lavoro che vi si svolge, offrendo uno sguardo su una realtà nata come servizio pubblico. La sua presentazione a Roma ha riportato l’attenzione sul ruolo che strutture di questo tipo continuano ad avere.

Per Kustermann, il rilancio passa anche dal recupero del lavoro condiviso tra professionalità diverse. «Bisogna recuperare e rilanciare il lavoro d’équipe nei consultori», ha detto, indicando nella collaborazione tra operatori uno degli elementi da rimettere al centro.

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