Vescica, la traccia da ascoltare: perché l’ematuria non va ignorata
Rossana Berardi richiama l’attenzione su diagnosi tempestiva, fattori di rischio e lavoro tra specialisti, mentre i dati dello studio Volga aprono nuove prospettive terapeutiche.
La gestione del tumore della vescica richiede fin dall’inizio il confronto tra più competenze. Urologo, oncologo e radioterapista devono contribuire alla valutazione del paziente per definire il percorso più adatto alla sua situazione clinica.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Più specialisti per una scelta mirata
«La multidisciplinarietà fa parte dell’oncologia, ma in questa malattia assume un valore particolarmente importante», ha spiegato Rossana Berardi. La presidente eletta dell’Aiom, ordinaria di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche e direttrice della Clinica Oncologica dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche, ha sottolineato l’utilità di condividere le decisioni già dal momento della diagnosi.
Secondo Berardi, il coinvolgimento anticipato dell’oncologo può migliorare l’impostazione delle cure. L’analisi collegiale consente infatti di esaminare ogni caso nel dettaglio e di scegliere la strategia terapeutica più appropriata, evitando che le decisioni siano affidate a un solo ambito specialistico.
Prevenzione e controlli restano decisivi
Per il tumore della vescica non è previsto un programma di screening destinato a tutta la popolazione. Diventano quindi centrali la riduzione dei fattori di rischio, l’informazione ai cittadini e l’attenzione dei medici di medicina generale davanti a segnali sospetti.
Il fumo è indicato tra le principali cause predisponenti, insieme a determinate esposizioni legate all’attività lavorativa e all’ambiente. Berardi ha quindi invitato a non trascurare l’ematuria, anche quando la presenza di sangue nelle urine sembra occasionale o viene collegata a disturbi meno rilevanti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Un sintomo può anticipare la diagnosi
L’ematuria rappresenta il campanello d’allarme più comune. Proprio perché può essere attribuita ad altre condizioni, rischia però di non essere sottoposta agli accertamenti necessari, con la conseguenza di individuare la neoplasia quando è già localmente avanzata o in fase avanzata.
In Italia si contano circa 29mila nuove diagnosi ogni anno, sulla base dei dati Aiom-Airtum 2025. Circa 23mila casi interessano uomini: la malattia è dunque più diffusa nella popolazione maschile, pur potendo colpire entrambi i sessi.
Volga apre una nuova prospettiva
Il tema è stato affrontato a Madrid, durante il congresso Esmo 2026, in occasione della presentazione dei risultati dello studio di fase 3 Volga. La ricerca ha esaminato l’impiego di durvalumab nel periodo perioperatorio insieme a enfortumab vedotin in fase neoadiuvante nei pazienti con tumore della vescica muscolo-invasivo.
I dati hanno evidenziato una riduzione del 49% del rischio di recidiva e del 42% della probabilità di morte. Per Berardi, questi risultati mostrano anche quanto l’oncologo possa inserirsi sempre più presto nel percorso assistenziale, rafforzando la necessità di una valutazione integrata tra le diverse figure coinvolte.
Continua a leggere
Cortei e disordini, il bilancio città per città: fermi, feriti e danni
A Verona 22 persone sono state portate in Questura, mentre Bologna conta 19 accessi in pronto soccorso e un negozio Nike saccheggiato.
Manifestazioni del 24 ottobre, il nodo della prevenzione: parla Paoloni
Il segretario generale del Sap attribuisce ai controlli preventivi un ruolo decisivo nel contenere i rischi di violenza durante le proteste.
Microcitoma, la sopravvivenza sale a 22 mesi: la svolta della nuova terapia
La combinazione di tarlatamab e durvalumab ha portato all’80% la quota di pazienti vivi dopo un anno, secondo i dati presentati al congresso di Madrid.
Maranza, manca il contesto: cosa resta del testo disponibile
Il materiale fornito contiene soltanto il titolo e informazioni legali, senza elementi sufficienti per ricostruire l’articolo.