Varese, dopo la fuga si presenta ai carabinieri: cosa sostiene il difensore
L’uomo accusato della morte della compagna si è consegnato dopo un primo allontanamento; la difesa parla di una reazione a un tentativo di accoltellamento.
Dopo una prima fuga, l’uomo accusato del femminicidio della compagna a Varese ha deciso di costituirsi. La consegna alle autorità è avvenuta il 23 ottobre 2026, mentre la ricostruzione dell’accaduto resta al centro degli accertamenti.
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La consegna dopo l’allontanamento
Il caso riguarda la morte violenta di una donna, per la quale il compagno è indicato come responsabile. L’uomo si è presentato dopo essersi inizialmente allontanato, mettendosi a disposizione degli investigatori.
La dinamica dell’episodio dovrà essere chiarita attraverso le verifiche degli inquirenti. Al momento, le informazioni disponibili non aggiungono ulteriori dettagli sulle circostanze della morte o sui tempi della fuga.
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La versione fornita dalla difesa
Il legale dell’uomo sostiene che non ci sarebbe stata la volontà di uccidere la compagna. Secondo la difesa, il gesto sarebbe maturato come reazione a un tentativo di accoltellamento da parte della donna.
Questa ricostruzione dovrà essere confrontata con gli elementi raccolti nel corso dell’indagine. L’accusa di femminicidio e la versione dell’indagato restano quindi due aspetti da esaminare nell’ambito degli accertamenti giudiziari.
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