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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Val di Susa: il ricatto dei 16mila euro nella setta

L’ex marito di una presunta vittima racconta minacce, richieste di denaro e abusi attribuiti al 59enne arrestato dai carabinieri nella Bassa Val di Susa.

Una richiesta da 16mila euro, accompagnata dalla minaccia che il figlio sarebbe morto, sarebbe stata rivolta a una delle donne coinvolte nel gruppo. A raccontarlo è l’ex marito di una presunta vittima di Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, indicato dagli inquirenti come guida di una comunità pseudo-spirituale scoperta nella Bassa Val di Susa.

L’uomo ha parlato con l’inviata di “Dentro la Notizia”, ricostruendo gli anni trascorsi all’interno del gruppo e il momento in cui ha deciso di allontanarsene. Malatesta si trova in carcere in custodia cautelare ed è accusato, a vario titolo, di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.


Il denaro al centro delle accuse

Secondo la testimonianza, il responsabile del gruppo avrebbe raccolto denaro dalle adepte sostenendo di destinarlo ad aiuti per i bambini in India. L’ex marito, tuttavia, riferisce di avere visto un uso molto diverso di quelle somme: “Diceva che aiutava i bambini in India, invece con i soldi si comprava le macchine”.

Tra gli episodi ricordati c’è quello legato all’acquisto di un quadro. La donna, sempre secondo il racconto, sarebbe stata spinta a pagare 16mila euro con una minaccia legata alla vita del figlio: “Ha detto alla mia ex che, se non comprava un quadro di 16mila euro, suo figlio sarebbe morto”. Il debito, ha spiegato il testimone, sarebbe poi ricaduto su di lui.


La rottura arrivò dopo il matrimonio

L’uomo racconta di essere entrato nel gruppo nel 2011, dopo avere conosciuto la donna che sarebbe diventata sua moglie. Lei frequentava già quel percorso e gli aveva presentato Malatesta, ma fin dai primi incontri il testimone dice di aver maturato dubbi sulla sua credibilità.

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Nel 2013 decise di uscire dalla comunità e chiese alla moglie di scegliere tra la relazione e il gruppo. “Le ho detto: scegli, o lui o me. Lei ha scelto lui”, ha riferito durante l’intervista. Dopo quattro o cinque mesi, però, anche la donna avrebbe lasciato il percorso.


Le accuse attendono verifiche

Il testimone sostiene inoltre che le presunte violenze sessuali sarebbero state giustificate come pratiche di purificazione: “Lui abusava delle adepte, con la scusa della purificazione”. Si tratta di dichiarazioni che dovranno essere confrontate con gli altri elementi raccolti dagli investigatori.

Spetterà ora alla magistratura ricostruire i rapporti di potere all’interno del gruppo e accertare le eventuali responsabilità di Malatesta. L’inchiesta dovrà verificare anche la fondatezza delle accuse economiche e delle testimonianze sugli abusi.

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