Ustica, Parigi riapre i dossier: la Procura cambia rotta
La Francia ha offerto nuovi documenti sulla strage del Dc-9 e Roma ha deciso di non insistere sull’archiviazione dei fascicoli.
La Francia ha messo a disposizione dell’Italia una consistente documentazione sulla strage di Ustica, compresi materiali del ministero della Difesa e file informatici risalenti anche ai primi anni 90. La nuova apertura di Parigi ha spinto la Procura di Roma a rivedere la propria posizione sul procedimento.
Dalla Francia una nuova apertura
La disponibilità è stata comunicata attraverso una nota dell’ambasciata francese indirizzata al ministero degli Esteri. Il documento, trasmesso dalla Presidenza del Consiglio al ministero della Giustizia e poi agli uffici giudiziari romani, segnala anche la possibilità di rispondere a ulteriori richieste dell’Italia.
Il materiale copre un arco temporale ampio e potrebbe offrire elementi da esaminare nel prosieguo dell’inchiesta. Tra gli atti indicati figurano documenti provenienti dal ministero della Difesa francese, oltre a contenuti in formato digitale.
Lo Voi vede nuove prospettive
La decisione della Procura è stata spiegata in aula dal procuratore capo Francesco Lo Voi, intervenuto davanti al gip Livio Sabatini. “E’ arrivata la disponibilità da parte delle autorità francesi a riaccendere la cooperazione che c’era stata negli anni passati. Questo rappresenta per la procura una forma di riattivazione che apre un filone con nuove prospettive. Tutto questo ci porta a ritirare la richiesta di archiviazione”.
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Alla luce del nuovo scambio con le autorità francesi, gli inquirenti hanno quindi scelto di ritirare formalmente l’istanza con cui chiedevano di chiudere il procedimento. La cooperazione internazionale, interrotta rispetto alle attività svolte in passato, torna così al centro degli accertamenti.
Il procedimento resta aperto
La richiesta di archiviazione riguardava due fascicoli contro ignoti, avviati rispettivamente nel 2008 e nel 2022 dai pubblici ministeri di piazzale Clodio. I due procedimenti erano stati successivamente riuniti.
L’inchiesta riguarda la tragedia del 27 giugno 1980, quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mar Tirreno durante la sera. Nell’incidente persero la vita 81 persone; la Procura di Roma aveva portato la questione davanti al giudice per le indagini preliminari, che ora dovrà prendere atto del ritiro dell’istanza.
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