Ustica, la possibile svolta arriva da Parigi: nuovi atti per i pm
La Francia ha informato Roma della disponibilità a trasmettere la documentazione sul disastro del 27 giugno 1980, mentre si avvicina l’udienza sull’archiviazione.
A oltre quarant’anni dal disastro, l’inchiesta sulla strage di Ustica potrebbe acquisire materiale finora non esaminato dalla magistratura italiana. La Francia ha infatti comunicato al governo di essere pronta a consegnare gli atti raccolti sul caso, una disponibilità che arriva poco prima di un passaggio decisivo davanti al giudice per le indagini preliminari.
Parigi apre agli atti richiesti da Roma
La comunicazione francese è stata trasmessa attraverso una nota dell’ambasciata di Francia in Italia al ministero degli Esteri. Da qui, il documento è stato inoltrato al ministero della Giustizia e alla Procura di Roma, titolare dell’inchiesta sul disastro aereo.
Parigi ha indicato di poter inviare tutta la documentazione ritenuta utile dai pubblici ministeri per ricostruire quanto accaduto. Le autorità francesi hanno anche lasciato aperta la possibilità di valutare nuove richieste che dovessero arrivare dalla magistratura italiana nel prosieguo dell’indagine.
L’udienza può cambiare direzione
La disponibilità della Francia è emersa alla vigilia dell’udienza fissata per il 30 settembre davanti al giudice per le indagini preliminari. L’appuntamento riguarda la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla tragedia.
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L’eventuale arrivo di documenti mai consultati prima potrebbe spingere i pubblici ministeri a ritirare quella richiesta. La Procura, in questo modo, avrebbe la possibilità di valutare il nuovo materiale prima di decidere come procedere sul piano giudiziario.
Il disastro resta senza spiegazione
Il 27 giugno 1980 un aereo della compagnia Itavia precipitò nel mar Tirreno. Le vittime furono 81 e le cause dell’incidente non sono mai state chiarite.
La documentazione conservata dalle autorità francesi viene considerata dai pm un possibile elemento per approfondire la vicenda. L’invio degli atti non equivale ancora a una nuova ricostruzione dei fatti, ma potrebbe fornire alla Procura materiale aggiuntivo da esaminare prima dell’udienza e delle successive valutazioni sull’inchiesta.
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