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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Ustica, gli atti tornano in Procura: l’indagine può ripartire

Il gip di Roma ha restituito il fascicolo ai pm dopo la revoca della richiesta di archiviazione e l’apertura francese al trasferimento dei documenti

La disponibilità della Francia a consegnare all’Italia l’intera documentazione sulla strage di Ustica riapre uno spazio per nuovi accertamenti. Il gip di Roma Livio Sabatini ha infatti ordinato la restituzione immediata degli atti alla Procura, dopo che il procuratore capo Francesco Lo Voi ha ritirato formalmente la richiesta di archiviazione.

La decisione riguarda l’inchiesta sulla caduta del Dc-9 Itavia, precipitato nel mar Tirreno la sera del 27 giugno 1980. Nell’incidente morirono 81 persone.


La documentazione francese cambia il quadro

Il passaggio decisivo è arrivato dalle autorità francesi, che hanno manifestato la volontà di trasferire all’Italia tutti i documenti in loro possesso relativi alla vicenda. Proprio questa disponibilità ha portato Lo Voi a formalizzare, mercoledì scorso, la revoca della richiesta con cui si puntava a chiudere il procedimento.

Dopo quella iniziativa, il giudice per le indagini preliminari ha valutato ammissibile il ritiro della richiesta. Nell’ordinanza, Sabatini indica come soluzione più ragionevole quella di consentire un rapido approfondimento investigativo, così da arrivare alla conclusione della fase processuale dei due procedimenti penali ancora collegati alla strage.

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Il fascicolo torna ai pubblici ministeri

Secondo il gip, la restituzione degli atti era necessaria anche perché la Procura ne aveva fatto esplicita domanda e non risultavano ulteriori istanze da sottoporre alla valutazione del giudice. Gli atti sono quindi rientrati nella disponibilità del pubblico ministero per le decisioni di sua competenza.

L’ordinanza chiarisce anche gli esiti possibili del nuovo passaggio investigativo: il lavoro potrà condurre alla conferma della richiesta di archiviazione oppure all’esercizio dell’azione penale. Il giudice ha sottolineato che l’obiettivo è completare in tempi rapidi gli approfondimenti prima di assumere una determinazione definitiva.

La pronuncia non stabilisce dunque una responsabilità per la strage e non equivale all’apertura automatica di un processo. Segna però il ritorno del materiale alla Procura, dopo la revoca dell’archiviazione sollecitata alla luce della documentazione che potrebbe arrivare dalla Francia.

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