7.000Lettori online ora
Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Elettrico, la soglia storica è superata: il mercato cambia direzione

Nel primo semestre del 2026 la benzina è scesa al 49% delle vendite mondiali, mentre elettriche pure e ibride hanno ampliato la loro presenza con andamenti molto diversi tra le aree geografiche.

Entro il 2030 le automobili completamente elettriche potrebbero rappresentare oltre il 30% della produzione globale e diventare la motorizzazione più diffusa, davanti alle ibride e ai modelli con motore termico. È la previsione di Mobility Global, secondo cui il futuro del settore dipenderà sempre meno dagli incentivi e sempre più dalla convenienza percepita dagli acquirenti.

Yoshiaki Kawano, direttore associato di Mobility Global, ritiene che l'eventuale diminuzione dei prezzi delle vetture elettriche possa sostenere questa transizione anche quando il sostegno pubblico si ridurrà. I risultati osservati negli Stati Uniti e in Cina mostrano infatti quanto le agevolazioni fiscali continuino a influenzare la domanda.


La benzina perde il primato storico

Tra gennaio e giugno 2026 sono state vendute nel mondo 20,25 milioni di automobili alimentate soltanto a benzina. Il dato rappresenta una contrazione del 10% su base annua e porta la quota di questo tipo di motorizzazione al 49%, tre punti in meno rispetto al primo semestre del 2025.

Il sorpasso simbolico arriva dopo decenni di predominio. Nel 2021 le vetture a benzina costituivano ancora il 73% delle vendite mondiali, mentre la loro incidenza non era mai scesa sotto il 50% da quando l'automobile aveva iniziato a diffondersi su larga scala, negli anni Venti del Novecento.


Elettriche pure in ordine sparso

Nel complesso, le automobili completamente elettriche hanno raggiunto 6,87 milioni di unità, con un incremento del 12%. La loro incidenza sul mercato è passata dal 14% al 17%, superando quel livello del 16% spesso associato all'ingresso di una tecnologia nella fase di diffusione di massa.

La crescita, tuttavia, non è uniforme. La Cina ha concentrato circa la metà della domanda mondiale, ma ha registrato una flessione del 3%, a 3,44 milioni di veicoli, dopo il ridimensionamento degli incentivi fiscali entrato in vigore a gennaio. In Nord America le vendite sono scese del 15%, anche in seguito alla riduzione delle agevolazioni decisa dall'amministrazione Trump.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


L'Europa guida la trasformazione

Il risultato più netto è arrivato dal continente europeo, dove le immatricolazioni di automobili elettriche sono cresciute del 32%, raggiungendo 1,81 milioni di unità nei primi sei mesi dell'anno. Nei 31 mercati europei, le vetture elettriche pure avrebbero inoltre superato per la prima volta, su base semestrale, quelle alimentate esclusivamente a benzina.

Tassi ancora più elevati si registrano in alcune aree emergenti. Nel Sud-est asiatico le vendite sono aumentate dell'81%, fino a circa 350 mila esemplari; in Oceania sono invece più che raddoppiate, arrivando a 110 mila unità. A favorire il cambiamento hanno contribuito anche il rincaro del petrolio e l'aumento dei costi di rifornimento legato all'escalation del conflitto in Medio Oriente.


Ibride e gruppi cinesi avanzano

La riduzione del peso della benzina non dipende soltanto dai modelli elettrici puri. Le automobili ibride hanno totalizzato 7,27 milioni di vendite, il 10% in più rispetto all'anno precedente, conquistando una quota globale del 18%: un punto sopra quella delle elettriche pure. Su questa soluzione stanno puntando soprattutto i produttori giapponesi.

La nuova geografia del mercato favorisce intanto i costruttori cinesi. Byd e Geely raccolgono insieme circa il 60% delle vendite mondiali di vetture elettriche e ibride ricaricabili. Inoltre, al di fuori di Stati Uniti, Europa e Cina, il 55% dei modelli elettrici puri e ibridi ricaricabili venduti proverrebbe già dalla Repubblica Popolare.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere