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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Un’ora in più per dormire, ma il corpo cambia ritmo: cosa accade a ottobre

Il passaggio all’ora solare del 25 ottobre 2026 regalerà più sonno al risveglio, ma potrebbe portare stanchezza e irritabilità per alcuni giorni.

Il prossimo autunno porterà con sé un piccolo spostamento delle lancette e una modifica immediata alle abitudini quotidiane. Il passaggio all’ora solare è fissato per il 25 ottobre 2026: alle 3 del mattino gli orologi torneranno indietro fino alle 2.


Il ritorno all’ora solare

Con questa variazione terminerà il periodo di ora legale, iniziato sette mesi prima. Il nuovo assetto resterà valido fino al fine settimana del 27 e 28 marzo 2027, quando è previsto il successivo ritorno all’ora legale.

I dispositivi collegati alla rete, come telefoni, tablet e computer, dovrebbero aggiornarsi senza interventi manuali. Per gli orologi analogici, invece, sarà necessario spostare direttamente le lancette.


Più sonno, meno luce nel pomeriggio

L’effetto più evidente sarà l’allungamento della notte: chi manterrà invariato l’orario abituale potrà dormire sessanta minuti in più. Di contro, il buio arriverà prima e le ore luminose disponibili nel pomeriggio diminuiranno, con possibili ripercussioni sugli spostamenti, sul lavoro e sulle attività di adulti e bambini.

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Il corpo non sempre recepisce subito il nuovo orario. La diminuzione della luce naturale, particolarmente marcata durante l’autunno, può rendere più lento l’adattamento del ritmo quotidiano e modificare temporaneamente i momenti dedicati al sonno, ai pasti e al risveglio.


Stanchezza e umore sotto osservazione

Tra le conseguenze possibili figurano sonnolenza, irritabilità e leggere oscillazioni dell’umore. Luigi Ferini-Strambi, responsabile del servizio dedicato ai disturbi del sonno presso l’Irccs ospedale San Raffaele di Milano e docente di Neurologia alla Facoltà di Psicologia dell’università Vita-Salute San Raffaele, ha definito il fenomeno «una sorta di mini jet lag, ma non bisogna drammatizzare».

Secondo lo specialista, l’orologio biologico deve riallinearsi ai nuovi momenti della giornata. La luce naturale svolge infatti un ruolo centrale nella sincronizzazione dei ritmi circadiani. Nella maggior parte dei casi i fastidi restano limitati e scompaiono gradualmente in circa cinque giorni.

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