8.000Lettori online ora
Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Giada Di Salvo: il femminismo riparte da classe e diritti

L’educatrice museale racconta l’impegno della Collettiva In(festa)nti tra Casa delle donne, memoria femminista e nuove forme di attivismo

Per Giada Di Salvo, 27 anni, l’impegno femminista non riguarda soltanto la parità di genere, ma si intreccia con le disuguaglianze sociali e con la difesa dei diritti. Educatrice museale e laureata in Storia dell’Arte, Di Salvo si definisce transfemminista e partecipa alle attività della Collettiva In(festa)nti, un gruppo composto da giovani artiste.


Una pratica nata dall’incontro

Il percorso di Di Salvo si è sviluppato anche attraverso la frequentazione della Casa delle donne. In quello spazio ha incontrato Paola Mastrangeli, femminista di lunga esperienza, con cui ha avviato un progetto insieme alle altre componenti della collettiva.

L’iniziativa guarda alla storia dei movimenti femministi e prende avvio dagli anni Settanta. Il confronto tra generazioni diventa così un elemento centrale: da una parte l’esperienza maturata nel tempo, dall’altra lo sguardo di giovani artiste impegnate a rielaborare temi e strumenti della partecipazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Diritti e disuguaglianze al centro

La prospettiva indicata da Di Salvo tiene insieme la questione femminile, il lavoro, la casa e l’antirazzismo. La difesa dei diritti delle donne viene quindi inserita in una battaglia più ampia contro le disuguaglianze economiche e sociali.

In questo quadro, anche i social rappresentano uno strumento utile per diffondere idee, creare connessioni e sostenere le mobilitazioni. Il riferimento politico e culturale è quello di Angela Davis, il cui pensiero ha contribuito a collegare femminismo, lotta di classe e antirazzismo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere