Università, Bernini avverte: il dissenso non può fermare le lezioni
La ministra critica le occupazioni degli atenei e difende il diritto degli studenti a frequentare corsi, seminari e laboratori.
A essere penalizzati dalle occupazioni degli atenei, secondo Anna Maria Bernini, sono soprattutto gli studenti. La ministra dell'Università ha affidato ai social una riflessione sul confine tra protesta e limitazione delle libertà altrui.
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Le lezioni non possono essere bloccate
Bernini osserva che un'occupazione può impedire lo svolgimento di lezioni, seminari e attività di laboratorio. Quando l'università è costretta ad annunciare la cancellazione dei corsi, sostiene, le conseguenze ricadono proprio su chi dovrebbe poter studiare.
Nella sua valutazione, impedire l'accesso alle attività accademiche non rappresenta una forma di partecipazione. La ministra definisce questo effetto una sopraffazione nei confronti della comunità studentesca.
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Il limite della protesta
Il dissenso, riconosce Bernini, rientra tra i diritti da tutelare. Tuttavia, a suo giudizio, non può trasformarsi in una limitazione della libertà degli altri: «Il dissenso è un diritto, ma non può diventare una prevaricazione sulla libertà».
La ministra richiama infine la funzione dell'università come spazio di confronto. Il dialogo, nella sua impostazione, dovrebbe prevalere sui comportamenti prepotenti: «L'università deve essere il luogo del confronto, non della prepotenza».
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