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Cronaca 2 min di lettura3 ore fa

Una tazzina oltre l’euro ovunque: la mappa dei prezzi

In cinque anni il costo del caffè è aumentato del 44% e a giugno 2026 nessuna delle 19 città monitorate scende sotto la soglia di un euro.

Il prezzo del caffè ha ormai superato quota un euro in tutte le 19 città italiane osservate a giugno 2026. In cima alla graduatoria c’è Bolzano, dove una tazzina costa in media 1,51 euro; all’estremo opposto si trova Catanzaro, con 1,08 euro. Nel frattempo, tra il 2021 e il 2025, il costo del prodotto destinato al consumo è cresciuto complessivamente del 44%, con un’accelerazione del 21% nell’ultimo anno considerato.


Bolzano stacca tutte le altre città

La classifica elaborata sui dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe del Ministero delle Imprese e del Made in Italy vede Pescara al secondo posto, con 1,49 euro, mentre Trieste completa il podio a 1,44 euro. Seguono Trento, a 1,41 euro, Torino a 1,38, Venezia a 1,36 e Bologna a 1,35 euro.

Nella parte centrale della graduatoria figurano Ascoli Piceno e Firenze, entrambe a 1,28 euro, quindi Milano a 1,27. Palermo e Perugia si fermano a 1,26 euro, Napoli a 1,24, Genova e Cagliari a 1,22 e Bari a 1,20. Roma registra un prezzo medio di 1,19 euro, mentre Aosta arriva a 1,12. Catanzaro chiude l’elenco con il valore più basso, pari a 1,08 euro.


Al bar aumenti fino a 34 centesimi

Il confronto tra giugno 2021 e giugno 2026 mostra rincari compresi tra 15 e 34 centesimi per ogni espresso. In termini percentuali, la crescita varia dal 15% al 35%; solo nell’ultimo passaggio annuale, tra il 2025 e il 2026, i listini sono saliti ancora di 3-8 centesimi.

L’aumento del prezzo del chicco non spiega da solo quanto si paga al bancone. Per preparare un espresso servono circa 7 grammi di caffè macinato, mentre il conto finale comprende soprattutto affitto del locale, consumi energetici, attrezzature e altri costi legati alla gestione dell’attività.

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Anche la spesa in casa rincara

La pressione sui prezzi ha interessato anche il caffè acquistato nei negozi per essere consumato tra le mura domestiche. Dopo una progressione già visibile dal 2022 al 2024, il rialzo ha assunto un ritmo più sostenuto nel 2025, secondo le rilevazioni dell’Istat analizzate da Altroconsumo.

Sul prezzo della confezione incidono trasformazione e imballaggio, ma l’andamento dei listini riflette soprattutto il forte aumento delle quotazioni della materia prima. Sui mercati internazionali, infatti, il valore del caffè è arrivato a raddoppiare rispetto ai livelli del 2019.


Raccolti in difficoltà, domanda in crescita

La spinta sui prezzi nasce da un equilibrio sempre più fragile tra disponibilità e consumi. Per la stagione 2025-2026, l’Organizzazione internazionale del caffè stima una domanda mondiale di 181 milioni di sacchi, ciascuno da 60 chilogrammi.

A rendere più difficile l’incontro tra produzione e fabbisogno sono anche gli eventi climatici che colpiscono Brasile e Vietnam, tra i principali Paesi produttori. Raccolti ridotti e operazioni speculative sui contratti futuri contribuiscono così a mantenere l’indice Ico del caffè verde su valori superiori al doppio di quelli registrati nel 2019.

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