Un solo colpo ha ucciso Lazri: autopsia, dubbi e sopralluogo decisivo
L’esame sul corpo del 35enne conferma il colpo mortale, ma restano da chiarire traiettoria, distanza e la possibilità di un rimbalzo.
La difesa insiste sulla necessità di ricostruire ogni dettaglio sul posto, mentre la procura continua a raccogliere elementi per capire se la vicenda vada letta come omicidio, colposo o legittima difesa oltre misura. Il punto più delicato, per ora, resta il sopralluogo: solo lì, sostengono gli specialisti, si potrà verificare con precisione come sono andati i fatti.
A sottolinearlo è stato anche Stefano Conti, consulente balistico della procura di Asti, che ha spiegato all’uscita di avere considerato tutte le ipotesi. Secondo il super esperto, l’ultima parola arriverà proprio dall’esame del luogo in cui tutto è accaduto, fase definita decisiva per sciogliere i nodi ancora aperti.
L’esame sul corpo conferma il colpo fatale
L’autopsia eseguita oggi all’Obitorio civico di Torino ha indicato che a uccidere Gjovalin Lazri è stato un solo proiettile. L’uomo aveva partecipato, insieme ad altri, a un tentativo di furto in un cascinale di Baldissero d’Alba, nelle colline del Roero, in provincia di Cuneo.
L’accertamento medico-legale non chiude però il caso. Gli specialisti hanno concordato che servono ulteriori verifiche, anche perché la traiettoria del colpo e la posizione del corpo non sono ancora del tutto definite.
Cosa resta da chiarire nella notte di Baldissero
Roberto Mollo, 35 anni, è indagato per omicidio e tentato omicidio. Secondo la ricostruzione al momento al vaglio, dal balcone avrebbe sparato dodici volte verso le sagome che si muovevano nel cortile, nel buio interrotto solo dalle torce.
Il Tg1 ha diffuso l’audio della telefonata al 112 arrivata alle 2:17 del 20 settembre. Nel messaggio, Mollo dice tra l’altro: «Ho ferito un ladro, non so se è morto. Ho avuto paura, ho fatto da solo, avevo la pistola. Forse c’è una persona a terra, non so se è morto. Son disperato, mi ha preso paura, mi stava girando in casa. Mi sono armato, mi sono difeso».
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Resta aperto anche il dubbio sul punto esatto in cui Lazri è stato raggiunto dal proiettile. Il colpo è entrato da un lato del collo ed è uscito dall’altro, un elemento che lascia pensare a un movimento del corpo durante la fuga o a un cambio di direzione mentre correva.
Familiari in obitorio e tempi lunghi
La salma è stata trasferita stamani a Torino in una bara di legno chiaro. Poco dopo sono arrivati nell’obitorio due familiari giovani, che volevano vedere Lazri un’ultima volta e sono rimasti lì alcuni minuti, in attesa dell’inizio dell’autopsia.
Con loro c’era l’avvocata Roberta Sismondo, che ha ribadito la fiducia nell’operato della procura e degli esperti. Il legale Piermario Morra, difensore di Mollo, ha invece incontrato il suo assistito nel pomeriggio dopo avere ricevuto un primo quadro dal consulente.
Per avere gli esiti completi dell’autopsia serviranno sessanta giorni. Nel frattempo, insieme ai medici legali Valentina De Blasio e Giovanni Amato, era presente anche Lorenzo Varetto, chiamato dalla difesa.
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