Un ragno virtuale misura la paura: la svolta dell’Università di Pisa
Peter ricrea in realtà virtuale l’avvicinamento a un ragno e aiuta a distinguere i comportamenti di evitamento legati all’aracnofobia.
Un visore e un ambiente digitale possono trasformare la paura dei ragni in dati utili per la diagnosi. È l’obiettivo di Peter, un ragno virtuale sviluppato dall’Università di Pisa e disponibile gratuitamente per psicologi e professionisti sanitari: il sistema consente di osservare con precisione quanto una persona tende a sottrarsi allo stimolo fobico.
La paura diventa un parametro misurabile
Il progetto riproduce un esperimento utilizzato in ambito psicologico fin dagli anni Sessanta. All’interno di un corridoio virtuale, il partecipante vede un ragno collocato in fondo e riceve l’indicazione di raggiungerlo, arrivando il più vicino possibile.
Durante la prova vengono registrati diversi elementi, tra cui la durata dell’avvicinamento e l’andatura mantenuta. Le traiettorie percorse permettono così di trasformare le reazioni di paura in indicatori osservabili, offrendo al clinico informazioni sul modo in cui il soggetto affronta o evita la situazione temuta.
Non esiste un solo modo di evitare
La ricerca, pubblicata su Communications Psychology del gruppo Nature, ha coinvolto 75 persone con livelli differenti di aracnofobia. Il lavoro è stato condotto da bioingegneri del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e da psicologi del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica dell’ateneo pisano.
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Secondo i risultati, l’evitamento non si manifesta sempre nello stesso modo. L’esame dei percorsi seguiti davanti al ragno ha consentito di distinguere più sottotipi comportamentali, collegabili a interpretazioni psicologiche diverse. Questa classificazione può aiutare a individuare l’intervento più adatto alle caratteristiche del singolo paziente.
Il prossimo passo riguarda l’ansia
Peter è stato progettato come strumento a codice aperto e può essere utilizzato con un normale visore per la realtà virtuale. La sua funzione non è soltanto esporre gradualmente la persona alla fonte della paura, ma anche fornire una valutazione più dettagliata delle sue reazioni durante il compito.
Il gruppo di ricerca intende ora ampliare il sistema con la registrazione dei segnali fisiologici. Battito cardiaco e altri parametri potrebbero aggiungere nuove informazioni sul livello di ansia sperimentato dal soggetto mentre si avvicina allo stimolo virtuale.
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