8.000Lettori online ora
Cronaca 1 min di lettura12 ore fa

Un laboratorio femminista compie mezzo secolo: la sfida dei diritti

La Casa delle donne celebra cinquant’anni di attività rilanciando il confronto su memoria, nuove battaglie e servizi di sostegno.

«La Casa è un laboratorio politico, ma anche una rete di supporto, dallo sportello sociale al cohousing». Barbara Kenny, presidente della struttura, riassume così il ruolo di uno spazio che continua a tenere insieme partecipazione, assistenza e mobilitazione femminista.


Una rete che guarda al presente

La celebrazione non rappresenta soltanto un omaggio alla storia della Casa delle donne. I collettivi tornano a discutere sulle questioni ancora aperte, in un momento segnato da nuove rivendicazioni e dalla necessità di difendere conquiste che non possono essere date per acquisite.

Accanto alla dimensione politica, il centro mantiene una funzione concreta nella vita quotidiana. Tra le attività ricordate figurano lo sportello sociale e il cohousing, strumenti attraverso cui la Casa prova a offrire sostegno e a rafforzare i legami tra le donne.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Mezzo secolo di mobilitazioni

Il percorso della Casa delle donne affonda le sue radici nell’ottobre del 1976, quando avvenne la prima occupazione. Da allora, il luogo è diventato un riferimento per il femminismo e per le iniziative legate alla difesa dei diritti.

A distanza di cinquant’anni, il bilancio resta intrecciato alle criticità del presente: molti diritti, sottolineano le protagoniste, risultano ancora negati. La ricorrenza diventa così anche un’occasione per interrogarsi sulle prossime battaglie e sul futuro dei collettivi.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere