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Cronaca 2 min di lettura5 ore fa

Tuta negata, pugni alla madre: arrestato un 18enne a Bologna

La donna, 40 anni, è stata portata al pronto soccorso dopo l’aggressione; il figlio è accusato di maltrattamenti in famiglia.

La convivenza forzata durante il lockdown ha contribuito a far emergere più spesso tensioni e condotte violente tra le mura domestiche. In questo quadro rientrano anche i casi in cui sono i figli, e non i genitori, a esercitare minacce o aggressioni nei confronti della propria famiglia.


La violenza filio-parentale cresce nell’adolescenza

Il fenomeno può manifestarsi con insulti, intimidazioni, umiliazioni ripetute, attacchi fisici e tentativi di imporre il controllo sul rapporto familiare. Non coinvolge necessariamente ragazzi con disturbi psichici già diagnosticati o dipendenze: può riguardare anche adolescenti cresciuti in contesti familiari privi di particolari criticità.

Secondo le analisi dell’istituto Minotauro, gli episodi compaiono più spesso tra i 12 e i 14 anni e raggiungono il livello più elevato nella fascia compresa tra i 15 e i 17. Molti casi, tuttavia, non vengono segnalati: i genitori possono provare vergogna, sentirsi responsabili dell’educazione impartita oppure scegliere di non esporre i figli a conseguenze giudiziarie.


Quando la richiesta diventa aggressione

A Bologna, una discussione nata dall’acquisto di un indumento sportivo sarebbe degenerata in violenza. Un 18enne avrebbe preteso che la madre gli comprasse una tuta entro la giornata; davanti alla prospettiva di rinviare la spesa al giorno seguente, il giovane avrebbe reagito colpendola al volto.

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La donna, 40 anni, ha riportato ferite ed è stata affidata ai soccorritori del 118, che l’hanno accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore. Non sono state rese note le sue condizioni né l’eventuale prognosi.


L’intervento dei carabinieri

È stata la madre, impaurita dopo l’aggressione, a chiedere l’intervento del 112. Quando i carabinieri sono arrivati, la donna ha riferito ai militari quanto sarebbe accaduto all’interno dell’abitazione.

Il ragazzo è stato fermato e condotto in carcere. Nei suoi confronti è stata formulata l’accusa di maltrattamenti contro familiari o conviventi: la ricostruzione dovrà ora essere verificata nelle sedi competenti.

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