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Cronaca 1 min di lettura59 min fa

Pescara, violenza in casa: il bambino rivive l’orrore della nonna

A Lettomanoppello un uomo è stato fermato dopo l’aggressione alla compagna, avvenuta davanti al figlio già presente quando la nonna fu uccisa

Secondo il padre Antonio, il figlio Camillo era animato da un odio profondo nei suoi confronti e, quando lui uccise Cleria, il 9 ottobre del 2025, sarebbe stato proprio il ragazzo il bersaglio reale. Oggi entrambi si trovano in carcere, ma per vicende diverse e con accuse pesantissime.


Una tragedia familiare ancora aperta

Dopo l’omicidio della madre, Antonio si era rivolto alle telecamere sostenendo che le istituzioni non fossero riuscite a proteggerla dalla violenza del marito. Una versione respinta dal padre, che accusò il figlio di aver trasformato il dolore per quella morte in rancore personale.

A distanza di un anno, il bambino della coppia si è trovato nuovamente dentro una scena di violenza domestica. In precedenza aveva assistito alla morte della nonna; nei giorni scorsi avrebbe visto la madre subire un’aggressione particolarmente brutale.


Il precedente davanti ai colleghi

I comportamenti aggressivi attribuiti a Camillo Mancini non sarebbero iniziati con l’episodio più recente. Durante una cena al ristorante con alcuni colleghi, tempo fa, l’uomo avrebbe colpito la compagna davanti agli altri presenti.

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La situazione si sarebbe fermata soltanto grazie all’intervento dei commensali. Quell’episodio era arrivato anche all’attenzione degli investigatori, che avevano avviato verifiche sulla vicenda.


Le urla fanno scattare l’intervento

La nuova aggressione sarebbe maturata dopo una giornata trascorsa insieme dalla coppia alla festa del paese. Al rientro nell’abitazione di Lettomanoppello, in provincia di Pescara, la discussione sarebbe degenerata fino a quando i vicini, allarmati dalle grida, hanno chiamato i soccorsi.

I carabinieri sono entrati nell’appartamento e hanno trovato la donna gravemente percossa, insieme al figlio piccolo. Camillo Mancini è stato arrestato con l’accusa di lesioni aggravate e trasferito in carcere.

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