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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Trento, dalla bilancia al sequestro: 50 chili di droga nelle case

L’odore segnalato durante un controllo ha condotto gli agenti in un appartamento inutilizzato, dove erano allestite strutture rudimentali per asciugare le piante

Nell’abitazione dove viveva il proprietario dell’appartamento sono stati trovati sacchetti e barattoli colmi di marijuana, insieme a una bilancia di precisione. Le generalità dell’uomo e gli eventuali provvedimenti a suo carico non sono stati resi pubblici.

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La bilancia svela un secondo deposito

Il materiale è emerso durante gli accertamenti collegati alla scoperta di un altro immobile, situato in una zona periferica di Trento e apparentemente non abitato. Il quantitativo complessivo sottoposto a sequestro ammonta a circa 50 chili.

La sostanza era conservata in confezioni di diverso tipo, tra involucri di plastica e recipienti rigidi. Il ritrovamento della bilancia lascia inoltre ipotizzare che la droga venisse suddivisa o verificata nelle quantità, mentre gli esami di laboratorio dovranno stabilire la concentrazione del principio attivo.


Reti e deumidificatori nell’appartamento vuoto

Il primo ambiente controllato dalla Polizia di Stato presentava un’organizzazione rudimentale per l’essiccazione. Nelle due stanze da letto erano state fissate al soffitto reti in nylon, utilizzate per appendere numerose piante di marijuana ancora in fase di asciugatura.

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Due deumidificatori contribuivano a ridurre l’umidità e a velocizzare il trattamento delle piante. Nelle altre stanze, compreso il soggiorno, gli agenti hanno invece rinvenuto scatole di cartone e contenitori di plastica con marijuana già secca.


L’odore avvertito durante il pattugliamento

L’intervento è nato da una circostanza casuale. Durante un normale giro di controllo, gli agenti della Squadra Volante hanno percepito dalla strada un odore riconducibile alla marijuana; in quel momento non era disponibile una squadra cinofila specializzata.

Dopo essere scesi dall’auto, i poliziotti hanno seguito la traccia fino al cortile di un condominio, dove l’aroma risultava più intenso. Con l’aiuto della Centrale operativa della Questura hanno quindi identificato il proprietario dell’alloggio e recuperato i suoi recapiti, ottenendo gli elementi necessari per procedere alla perquisizione.

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