4.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura56 min fa

Tregua senza pace a Gaza: così vivono Shurouq e sua figlia

A un anno dal cessate il fuoco, quasi due milioni di palestinesi restano confinati tra macerie, tende, scuole distrutte e cure difficili da raggiungere.

Per Shurouq, 32 anni, il ritorno alla normalità non è mai cominciato. L’operatrice di Save the Children, nome utilizzato per proteggerne l’identità, ha perso il marito nelle prime settimane del conflitto e ha dovuto cambiare rifugio più volte insieme alla figlia Karmel, che ha quattro anni.

«È passato un anno dal cessate il fuoco. Ma mia figlia è ancora senza padre. La mia casa è ancora un cumulo di macerie. La città dove ho trascorso tutta la vita è diventata un luogo che fatico a riconoscere», racconta, descrivendo il bilancio personale di questi dodici mesi.


La tregua non ha cancellato l’emergenza

Nella Striscia, quasi due milioni di palestinesi si trovano concentrati in appena un terzo del territorio. Muoversi rimane complicato, trovare i prodotti indispensabili è difficile e la ricostruzione, nonostante il cessate il fuoco, non è ancora partita.

Molte famiglie continuano a vivere in sistemazioni provvisorie. Shurouq riferisce di tende presenti lungo il percorso verso il lavoro da oltre due anni, esposte al caldo intenso, alle piogge, alle raffiche di vento e ai bombardamenti che hanno segnato la popolazione. Anche l’elettricità scarseggia e l’accesso all’assistenza sanitaria resta un problema quotidiano.

Per migliaia di pazienti, lasciare Gaza per ricevere cure può diventare decisivo per sopravvivere. A rendere più lento ogni possibile ritorno alla vita precedente contribuisce anche la carenza di materiali per l’edilizia, mentre non si intravedono interventi capaci di offrire una soluzione immediata.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


I bambini crescono tra tende e rovine

Il conflitto ha colpito in modo particolare l’infanzia. Più del 98% degli istituti scolastici è stato distrutto e molti degli edifici ancora in piedi vengono utilizzati come riparo, privando i bambini di luoghi dedicati all’apprendimento e alla crescita.

Negli Spazi a misura di bambino gestiti dagli operatori umanitari, i più piccoli possono almeno giocare per qualche ora. Ma anche questo momento di sollievo assume contorni lontani dalla normalità: «La felicità dei bambini era travolgente: sembravano aver scoperto un mondo delle meraviglie! Ma quel mondo delle meraviglie era una tenda».

A casa, intanto, la paura continua a condizionare Shurouq e Karmel. I rumori capaci di ricordare la guerra provocano ancora reazioni immediate e la bambina affronta la quotidianità senza il padre, mentre il luogo in cui la madre ha trascorso tutta la vita resta irriconoscibile.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere