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Cronaca 1 min di lettura32 min fa

Tre settimane al Gemelli: Sgarbi migliora, ma la prognosi resta riservata

Il critico d’arte, 74 anni, continua a essere assistito in terapia intensiva dopo la grave crisi respiratoria che ha reso necessario il ricovero a Roma.

Dopo circa tre settimane di degenza al Policlinico Gemelli di Roma, Vittorio Sgarbi mostra segnali di miglioramento. Le sue condizioni, tuttavia, richiedono ancora il ricovero in terapia intensiva e i medici mantengono la prognosi riservata.

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Segnali positivi, ma quadro delicato

L’aggiornamento riguarda il critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura, che ha 74 anni. Sgarbi era stato portato in ospedale in seguito a una grave crisi respiratoria, senza che il miglioramento abbia ancora consentito il trasferimento in un reparto ordinario.

La permanenza nella struttura di assistenza intensiva indica la necessità di continuare a monitorare da vicino l’evoluzione clinica. Le informazioni disponibili descrivono quindi un quadro in ripresa, ma ancora caratterizzato da elementi di cautela.

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La procedura eseguita dai medici

Nel corso della settimana precedente, l’équipe del Gemelli aveva sottoposto Sgarbi a una tracheostomia percutanea. L’intervento è stato effettuato durante il ricovero seguito alla crisi respiratoria.

Per il momento il critico d’arte resta sotto osservazione nello stesso ospedale romano. L’ultimo aggiornamento conferma il miglioramento, ma non modifica la prognosi riservata né la collocazione in terapia intensiva.

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