Tre licei occupati a Roma verso lo sciopero nazionale
Croce-Aleramo, Mamiani e De Sanctis si aggiungono agli istituti coinvolti nelle proteste verso lo sciopero del 30 ottobre
A Roma sono stati occupati tre licei: Croce-Aleramo, Mamiani e De Sanctis. Le azioni si sono svolte nella notte tra lunedì e martedì.
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Il confronto al Mamiani
Al Mamiani, durante l’autogestione, gli studenti hanno incontrato una delegazione francese. Il gruppo ha illustrato le modalità delle mobilitazioni studentesche in Francia, mettendole a confronto con quelle italiane.
L’occupazione dell’istituto è iniziata nella notte, anche con l’utilizzo di alcuni fumogeni. L’incontro con gli studenti francesi è stato il primo appuntamento organizzato all’interno della scuola.
Le richieste del Croce-Aleramo
Al Croce-Aleramo gli studenti hanno motivato la protesta con la necessità di ottenere ascolto. «Vogliamo essere ascoltati e per farlo abbiamo scelto questo atto conflittuale», hanno scritto i collettivi sui social, collegando l’iniziativa alla mobilitazione nazionale di studenti e lavoratori.
La preside Stefania Forte ha precisato che l’occupazione riguarda la sede di via Sommovigo. Nella struttura centrale di viale Bardanzellu, invece, il tentativo di ingresso è terminato nella tarda mattinata. La dirigente ha confermato la disponibilità al dialogo e ha chiesto di ripristinare al più presto le lezioni regolari.
Tre nuovi istituti occupati
Con i tre nuovi casi, gli istituti superiori occupati nella capitale sono ormai quasi una ventina. Gli ingressi delle scuole sono stati bloccati con banchi e sedie dopo l’accesso notturno di gruppi di studenti, in alcuni casi con il volto coperto e fumogeni.
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Le proteste si intensificheranno in vista dello sciopero generale proclamato dall’Usb per venerdì 30 ottobre. In quella giornata i collettivi studenteschi hanno annunciato la partecipazione alle manifestazioni.
Le condizioni denunciate al De Sanctis
La preside del De Sanctis, Stefania Chimienti, ha riferito di un’entrata notturna condotta da persone irriconoscibili e ha parlato di un’azione violenta. Gli studenti, però, hanno sostenuto che l’edificio non è stato danneggiato.
«Ma quale vandalismo, protestiamo perché stanchi di convivere con muffa e degrado», ha replicato un rappresentante dell’istituto. Nel documento diffuso dagli occupanti vengono citate infiltrazioni, muffa sulle pareti e sui soffitti delle sedi succursali, oltre a un campo da calcetto inutilizzabile da tre anni.
Gli studenti hanno inoltre contestato la riduzione delle risorse destinate a scuola, sanità e servizi sociali, criticando gli investimenti nella spesa militare e nei conflitti armati. Secondo loro, il dialogo con la dirigenza non può basarsi su minacce di denunce, limitazioni alle gite o promesse di finanziamenti futuri senza interventi immediati sui problemi segnalati.
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L'azione è avvenuta durante l'esposizione romana dedicata all'artista; non sono stati forniti dettagli sull'entità dei danni.