Tre giorni di fuga, poi il fermo: arrestata la donna dell’acido
La 47enne è stata rintracciata a Catania dopo l’aggressione al legale, ricoverato per ustioni sul 20% del corpo.
È terminata a Catania la fuga della donna ritenuta responsabile dell’attacco contro un avvocato di 58 anni. La 47enne è stata individuata tre giorni dopo l’episodio e trasferita in carcere, mentre il professionista resta ricoverato per le ustioni riportate.
Il legale resta ricoverato
L’avvocato è stato curato inizialmente al pronto soccorso del Policlinico di Messina, dove si era presentato nella serata del 25 settembre. In seguito è stato trasferito al centro Grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania: le lesioni interessano il 20 per cento del corpo.
A fornire agli investigatori l’indicazione sulla possibile responsabile è stato lo stesso professionista. La donna era stata sua cliente e, secondo il racconto del legale, aveva alle spalle diversi anni di ricovero nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto. «Non pensavo potesse arrivare a questo», ha riferito parlando della sua ex assistita.
La cattura dopo tre giorni
I carabinieri hanno rintracciato la 47enne in via Francesco Crispi, a Catania. Nei suoi confronti è stato eseguito il provvedimento della Procura di Messina; dopo la notifica, la donna è stata accompagnata in un istituto penitenziario.
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L’aggressione sarebbe avvenuta durante un incontro tra la donna e il suo avvocato. Stando alla ricostruzione del 58enne, lei gli avrebbe chiesto dell’acqua e poi avrebbe lanciato il liquido corrosivo contro di lui. Il professionista ha spiegato di essere stato colpito nella parte inferiore del volto, sul collo e in altre zone, evitando danni agli occhi anche grazie agli occhiali.
Dopo l’attacco, il legale si sarebbe rifugiato nella propria automobile e avrebbe raggiunto lo studio, accorgendosi che gli abiti erano stati danneggiati dall’acido. Resta da chiarire il motivo del gesto: l’uomo ha ricordato soltanto un precedente contrasto legato al consiglio di dire la verità in una vicenda nella quale la donna aveva accusato un’altra persona.
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