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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Tre bambini in casa famiglia: cosa ha deciso il tribunale dell’Aquila

Confermata la misura adottata dai servizi sociali di Lanciano nei confronti dei tre figli di Pietro Loffredo e Giovanna Orta.

Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha confermato l’allontanamento di tre bambini di 7, 4 e 2 anni dalla casa dei genitori. I piccoli, figli di Pietro Loffredo e della compagna Giovanna Orta, sono stati collocati in una casa famiglia dopo un provvedimento dei servizi sociali di Lanciano.

La vicenda coinvolge il padre della piccola Fortuna Loffredo, morta il 24 giugno 2014 dopo essere precipitata dall’ottavo piano di un edificio del Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli. La decisione del tribunale è stata notificata alla famiglia a Lanciano il 19 settembre.


Il tribunale affida nuovi accertamenti

Secondo quanto stabilito dai giudici minorili, i servizi sociali dovranno svolgere un’analisi approfondita del contesto familiare. L’indagine dovrà riguardare sia la situazione dei tre minori sia quella dei genitori, così da individuare eventuali interventi ritenuti necessari.

Il collocamento in comunità era stato disposto in precedenza sulla base di una presunta condizione di abbandono. La conferma del tribunale rende ora operativa la misura, mentre proseguiranno le verifiche affidate ai servizi territoriali sulla situazione della famiglia.


I legali annunciano il reclamo

Angelo e Sergio Pisani, che assistono Loffredo e Orta, hanno contestato la decisione sostenendo che l’allontanamento sarebbe stato legato soprattutto a problemi abitativi. A loro giudizio, tali difficoltà sarebbero state affrontate e risolte senza rendere necessario separare i bambini dai genitori.

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“È inaccettabile, anche dal punto di vista umano, che tre bambini siano allontanati dalla propria famiglia”, hanno affermato i due avvocati, sottolineando l’assenza, a loro dire, di ulteriori elementi tali da giustificare una misura così incisiva.


La linea della famiglia Loffredo

I difensori hanno annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento con un reclamo e di ricorrere, se necessario, in tutte le sedi competenti, compresa la Cassazione e le corti internazionali. La battaglia legale, quindi, proseguirà parallelamente agli accertamenti sociali disposti dal tribunale.

Nel commentare la vicenda, gli avvocati hanno ribadito la necessità di tutelare i legami familiari dei minori: “I bambini non sono pacchi da trasferire da una casa a una comunità. Sono persone, con affetti, legami e diritti”.

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