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Cronaca 2 min di lettura5 giorni fa

Torino, resti umani in un appartamento: il mistero dei sacchi neri

Un uomo è stato trovato senza vita e fatto a pezzi in via Gulli: due giovani vengono ascoltati mentre la polizia ricostruisce legami e spostamenti.

«Abito qui da poco, non la conosco bene, c'era sempre un via vai di gente, di giorno e di sera», racconta un condomino dello stabile di via Gulli, nel quartiere Madonna di Campagna di Torino. Nell'alloggio al quarto piano abitava una 49enne originaria di Rieti, una professoressa che non risulta essere la vittima.

«La conosco di vista - aggiunge il vicino - la vedevo spesso con un cagnolino e accompagnata da gente diversa, amici e amiche che andavano su e giù con lei». Sono proprio le frequentazioni dell'appartamento e i rapporti con l'uomo morto al centro degli accertamenti della Squadra mobile.


Il ritrovamento apre diversi interrogativi

All'interno dell'abitazione gli agenti hanno scoperto, durante la notte, resti umani appartenenti a un uomo. Il corpo era stato smembrato e collocato in grandi sacchi neri sistemati nel bagno; nelle vicinanze, dentro un secchio, sono stati trovati anche alcuni coltelli.

La vittima non abitava in via Gulli e la sua identità non è stata ancora accertata. Gli investigatori devono inoltre stabilire se l'omicidio sia avvenuto nello stesso appartamento oppure se il cadavere sia stato trasportato lì in un momento successivo.


Due giovani sentiti dalla polizia

L'indagine è partita da una telefonata al 112 effettuata da una donna, secondo la quale il figlio avrebbe fatto del male a qualcuno. Quando gli agenti sono intervenuti, la donna era insieme al giovane e avrebbe indicato agli investigatori il luogo in cui cercare il corpo, che non coincideva con la loro abitazione.

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Due persone di circa vent'anni sono state portate negli uffici della Mobile per essere interrogate sul possibile coinvolgimento nella morte. Tra gli immobili verificati ci sarebbe anche quello di Mirafiori collegato al ragazzo la cui madre ha lanciato l'allarme. Al momento non risultano fermi.


Gli accertamenti sui frequentatori

Gli uomini della polizia, coordinati dalla pm Lea Lamonaca, stanno raccogliendo le testimonianze di altre persone che frequentavano l'appartamento. Le audizioni servono a definire cosa sia accaduto prima della scoperta e a chiarire i rapporti tra la vittima e gli altri soggetti coinvolti.

Gli investigatori avrebbero svolto perquisizioni anche in abitazioni riconducibili a persone ritenute potenzialmente collegate alla vicenda. La Squadra mobile prosegue così la ricostruzione della dinamica, mentre resta aperta l'ipotesi che il cadavere sia stato portato in via Gulli dopo la morte.

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