Torino, reati in calo ma Lo Russo avverte: «La sicurezza non basta
Il sindaco commenta la graduatoria del Sole 24 Ore e chiede un impegno coordinato tra istituzioni, forze dell’ordine e servizi territoriali.
Il dato sulle denunce offre un segnale incoraggiante, ma non chiude il problema della sicurezza a Torino. Nel 2025, nell’area della Città metropolitana, i reati denunciati sono scesi del 4,3%; per il sindaco Stefano Lo Russo, tuttavia, la percezione dei cittadini e la vivibilità dei quartieri restano il vero banco di prova.
Il calo dei reati non basta
Intervenendo sulla classifica dell’indice della criminalità elaborato dal Sole 24 Ore, Lo Russo ha invitato a leggere i numeri senza semplificazioni. «La sicurezza è una cosa seria», ha affermato, sottolineando che servono parole responsabili, finanziamenti adeguati e risultati verificabili.
Secondo il primo cittadino, la diminuzione delle denunce è positiva, ma non esaurisce la questione. In alcune zone della città continuano a emergere episodi criminali e condizioni di insicurezza che incidono sulla vita quotidiana; per questo, ha sostenuto, occorrono interventi più incisivi. La sicurezza, nella sua valutazione, coincide soprattutto con la possibilità di frequentare il proprio quartiere e la città con tranquillità e libertà.
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Quattro leve per una risposta comune
Lo Russo ha quindi richiamato i quattro elementi che, a suo giudizio, devono procedere insieme: le politiche comunali dedicate alla cura del territorio e alla coesione sociale, la presenza delle forze dell’ordine, una sanità territoriale efficace e un sistema penitenziario capace di tutelare la collettività favorendo anche il reinserimento.
Si tratta di ambiti affidati a istituzioni differenti, ma collegati nella costruzione di una risposta complessiva. «È un diritto delle persone e un dovere delle istituzioni», ha dichiarato il sindaco, secondo cui la credibilità dell’azione pubblica si misura nella capacità di garantire sicurezza attraverso una responsabilità condivisa.
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