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Cronaca 1 min di lettura12 ott

Aggredito a 84 anni, l’Arma premia il volontario di Empoli

Antonino Turrisi ha ricevuto un Attestato di Lode dopo l’aggressione subita alla mensa solidale e una telefonata dal comandante generale Salvatore Luongo.

La telefonata del comandante generale Salvatore Luongo e un riconoscimento ufficiale hanno accompagnato il ritorno alla vita pubblica di Antonino Turrisi, ex maresciallo dei carabinieri e volontario di 84 anni. L’uomo era stato gravemente ferito il 14 novembre 2025 mentre prestava servizio alla Mensa solidale Emmaus della Misericordia di Empoli, in provincia di Firenze.

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L’Arma riconosce il suo impegno

Nella sede della Misericordia empolese, alla presenza delle autorità, a Turrisi è stato consegnato l’“Attestato di Lode”. Il documento valorizza l’impegno svolto per anni a favore della comunità e il comportamento mantenuto durante l’attività di volontariato.

La motivazione richiama «l’eccezionale senso del dovere e l’alto spirito di servizio» dimostrati dall’ex sottufficiale. Il riconoscimento è stato attribuito dai carabinieri come segno di vicinanza dopo la difficile esperienza vissuta nella struttura di accoglienza.


La telefonata del comandante generale

Salvatore Luongo ha contattato personalmente Turrisi per congratularsi con lui e manifestargli la propria solidarietà. Nel corso della conversazione, il comandante generale ha sottolineato la determinazione mostrata dall’84enne nel superare le conseguenze dell’aggressione e nel riprendere il proprio percorso.

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L’episodio aveva infatti costretto il volontario a un lungo ricovero. Le lesioni riportate erano state giudicate molto gravi e l’ex maresciallo era rimasto per settimane in ospedale con prognosi riservata.


La violenza dopo una richiesta d’attesa

L’aggressione era avvenuta all’interno della Mensa solidale Emmaus, gestita dalla Misericordia. A Turrisi era stato chiesto di attendere prima di entrare, perché il pavimento era stato appena lavato e doveva asciugarsi, come previsto anche per gli altri utenti.

Secondo quanto ricostruito, un 41enne nigeriano senza fissa dimora aveva reagito colpendo il volontario con calci e pugni e facendolo cadere a terra. Al termine delle indagini, l’uomo era stato fermato con l’accusa di tentato omicidio aggravato.

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