Torino, interrogati 19 indagati per gli scontri pro Askatasuna
La Procura ha chiesto due arresti in carcere, otto ai domiciliari e altre nove misure restrittive
Sono iniziati al Palazzo di giustizia di Torino gli interrogatori dei 19 indagati per gli scontri avvenuti il 31 gennaio durante la protesta contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Le persone coinvolte provengono da Torino e da altre località italiane.
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Le richieste della Procura
Al termine dell’inchiesta, la Procura ha sollecitato due provvedimenti di custodia cautelare in carcere. Per altri otto indagati è stata invece chiesta la permanenza agli arresti domiciliari.
A queste richieste si aggiungono nove ulteriori misure restrittive. Saranno gli interrogatori in corso al Palazzo di giustizia a precedere le decisioni sui provvedimenti cautelari nei confronti delle persone coinvolte.
Gli scontri del 31 gennaio
Gli incidenti si verificarono quando una parte dei manifestanti lasciò il percorso del corteo e raggiunse corso Regina Margherita. L’obiettivo era avvicinarsi all’edificio che aveva ospitato Askatasuna fino allo sgombero.
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La protesta era stata organizzata contro l’intervento nello stabile del centro sociale. Gli episodi al centro dell’indagine si concentrarono durante il tentativo di avvicinamento all’edificio, con il corteo che si riversò nella zona.
L’accusa di tentato omicidio
Per uno dei 19 indagati la Procura contesta il tentato omicidio. L’accusa riguarda l’incendio appiccato a una camionetta delle forze dell’ordine durante gli scontri.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, nell’episodio sarebbe stata impedita anche la fuga dell’agente che si trovava a bordo del mezzo. L’accertamento delle responsabilità proseguirà nell’ambito degli interrogatori precautelari.
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