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Cronaca 1 min di lettura4 giorni fa

Torino, il fermato non ricorda il gesto al collo: cosa ha detto al gip

Christian Matheus De Oliveira Morando ammette la responsabilità per la morte di Fabio Colapietro, ma nega di aver agito con intenzione e dice di non ricordare lo strangolamento.

La difesa riferisce che Christian Matheus De Oliveira Morando non sarebbe in grado di ricostruire il momento in cui Fabio Colapietro ha perso conoscenza. Dopo l’episodio, secondo il suo racconto, sarebbero stati tentati interventi d’emergenza, tra respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco.


Il ricordo si interrompe sul gesto al collo

Durante l’interrogatorio, il gip avrebbe chiesto al fermato se avesse stretto il collo della vittima usando il braccio. La risposta, riferita dall’avvocato Wilmer Perga, è stata di non ricordare affatto quel passaggio.

Il legale ha aggiunto che, in seguito, sarebbero state praticate le manovre per rianimare Colapietro. La possibile dinamica del decesso resta quindi collegata a un episodio che l’indagato sostiene di non riuscire a ricostruire.

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La versione fornita davanti al gip

De Oliveira Morando ha comunque riconosciuto di aver ucciso Colapietro, precisando però che si sarebbe trattato di un fatto non voluto. “Sì l'ho ucciso, ma involontariamente. Certamente non era programmato, era nell'ambito di un litigio durante un'assunzione di droghe da giorni”, avrebbe dichiarato al giudice, secondo quanto riportato dal difensore.

Il fermato è accusato dell’omicidio di Fabio Colapietro, il cui corpo è stato rinvenuto fatto a pezzi due notti fa in un alloggio di Torino. L’ammissione e la ricostruzione fornita in sede di interrogatorio saranno ora valutate nell’ambito dell’indagine.

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