Torino, corpo nel cemento: la chiamata della madre scuote il caso
Fabio Colapietro è stato trovato in un appartamento di Borgo Vittoria: tre persone sono state fermate, ma restano da chiarire dinamica, movente e luogo del delitto.
La telefonata di una madre al 112 ha portato gli investigatori sulle tracce del figlio, ritenuto responsabile della morte di Fabio Colapietro. Il 39enne è stato rinvenuto senza vita, fatto a pezzi e nascosto tra sacchi neri e contenitori colmati con cemento a presa rapida.
La scoperta è avvenuta giovedì sera in un alloggio di via Gulli 46, nel quartiere Borgo Vittoria, a Torino. Nell’inchiesta sono coinvolte tre persone, con accuse differenti: Nicole Formichetti e Keith Butig devono rispondere della gestione del cadavere, mentre Matheus de Oliveira è indicato come l’autore dell’omicidio.
La docente al centro dell’inchiesta
L’abitazione apparteneva a Nicole Formichetti, 47 anni, originaria della provincia di Rieti e insegnante di italiano in una scuola media di Ciriè. All’inizio dell’anno scolastico la donna non aveva ripreso servizio, comunicando l’assenza prolungata per motivi personali.
I residenti della zona hanno riferito agli investigatori e ai cronisti di aver notato un movimento frequente di persone nell’appartamento. Alcuni hanno inoltre descritto Formichetti come molto dimagrita e spesso con una birra in mano, anche in orari insoliti. Per la docente e per la 22enne italo-filippina Keith Butig l’accusa è di concorso nella soppressione del cadavere e di favoreggiamento.
Il fermo dopo l’allarme della madre
A Matheus de Oliveira, 26 anni, italo-brasiliano, viene invece attribuita la responsabilità diretta della morte di Colapietro. Il suo fermo per omicidio e soppressione di cadavere è arrivato dopo una perquisizione notturna nell’abitazione della famiglia, in via Duino.
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A chiamare il numero di emergenza sarebbe stata la madre del giovane, dando il via all’intervento della polizia. Durante gli accertamenti, de Oliveira avrebbe ammesso di aver ucciso la vittima nel suo appartamento, sostenendo che si fosse trattato di una rapina degenerata. La Squadra Mobile sta verificando la tenuta di questa ricostruzione.
Restano aperte le domande decisive
Gli investigatori non hanno ancora definito con precisione il momento della morte. Da stabilire è anche il luogo in cui Colapietro sarebbe stato ucciso: non è escluso che il corpo sia arrivato nell’alloggio di via Gulli soltanto in un secondo momento.
Keith Butig, residente a poca distanza dalla casa di Formichetti, è stata individuata dalla polizia nella notte tra giovedì e venerdì. Secondo l’ipotesi accusatoria, la giovane avrebbe preso parte alle operazioni di smembramento e all’occultamento dei resti.
Tra le piste seguite dagli investigatori c’è quella legata agli stupefacenti. Colapietro aveva precedenti collegati al consumo di droga, un elemento che potrebbe spiegare il collegamento tra la vittima e le persone finite nell’indagine, anche se il movente non è ancora stato chiarito.
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