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Cronaca 2 min di letturaieri

Torino, bambino travolto: il padre accusa l’ex compagna e lei finisce in cella

Il piccolo, colpito in strada a Cit Turin, ha riportato traumi a torace e addome: la prognosi è di 30-40 giorni e non corre più pericolo di vita.

La prognosi del bambino è stata sciolta dopo le prime ore di apprensione: il piccolo, 5 anni, dovrà affrontare un periodo di recupero stimato tra 30 e 40 giorni, ma non è più in condizioni tali da rischiare la vita. Era stato soccorso nella tarda serata di autunno a Torino, dopo essere stato urtato da un’auto in via Pinelli, all’incrocio con via dell’Industria.

Alla guida della vettura, secondo gli investigatori, ci sarebbe stata Camilla D’Alessandro, 24 anni, già legata sentimentalmente al padre del bambino. La giovane è stata condotta nel carcere Lorusso e Cutugno con le accuse di tentato omicidio e lesioni personali aggravate.


Il padre indica un possibile bersaglio

L’episodio si è verificato nella zona Cit Turin tra le 22.30 e le 23. Il bambino è stato trasferito in codice rosso all’ospedale infantile Regina Margherita, dove è rimasto vigile nonostante i traumi riportati all’addome e al torace.

Mentre attendeva l’arrivo dei soccorsi, il padre avrebbe riferito ai presenti che la donna al volante avrebbe tentato di colpire anche lui. Alcune persone accorse sul posto avrebbero annotato la targa dell’auto, consentendo ai carabinieri di rintracciare la 24enne. La dinamica, tuttavia, deve ancora essere definita dagli accertamenti.


La difesa: non esclusa la fatalità

L’avvocato Cristian Scaramozzino, che non aveva ancora incontrato la sua assistita, invita a non considerare già chiarita la volontarietà dell’accaduto. "La conoscenza tra la ragazza e il padre del bambino non elimina l’ipotesi dell’incidente", ha osservato il legale, spiegando che il rapporto tra i due potrebbe aver influito sulla prima ricostruzione.

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Il difensore ha anche riferito quanto appreso dalla madre della giovane, che non era presente al momento dell’impatto: D’Alessandro potrebbe essere rimasta nei pressi del luogo, senza allontanarsi definitivamente. La distanza dall’auto al punto in cui si trovava il bambino, però, non è stata precisata.


Restano da verificare dinamica e intenzioni

Secondo la versione riportata dall’avvocato, il padre avrebbe riconosciuto la conducente e da quel riconoscimento sarebbe nata l’ipotesi di un gesto deliberato. Scaramozzino ha però sottolineato di non conoscere ancora con certezza i rapporti tra i due adulti né le parole pronunciate subito dopo l’accaduto.

Il legale sostiene inoltre che le lesioni potrebbero essere compatibili con un contatto tra il corpo del piccolo e la vettura, più che con un investimento pieno. La madre della 24enne avrebbe infine raccontato che nell’auto si trovava anche un’altra persona, indicata come compagno o amico, mentre al volante sarebbe stata la figlia: circostanze ancora da controllare.

I carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e altri elementi utili per ricostruire la sequenza dei fatti. La giovane, al momento, deve rispondere delle contestazioni formulate dalle forze dell’ordine; l’avvocato ha annunciato l’intenzione di incontrarla appena possibile, dopo l’impossibilità di accedere al carcere nella giornata in cui è avvenuto il fermo.

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