Torino, altri giovani nel mirino: tre minorenni rientrano a casa
Dopo gli scontri al corteo studentesco, il giudice dispone la permanenza domiciliare per tre ragazzi; un quarto riceve la stessa misura, mentre un diciassettenne resta in carcere.
La Procura per i minorenni di Torino sta valutando la posizione di altri giovani ritenuti coinvolti nei disordini dei giorni scorsi. Intanto rimane detenuto il diciassettenne arrestato giovedì durante i fatti avvenuti all’istituto Bosso-Monti.
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Tre ragazzi lasciano il carcere
Per i tre minorenni fermati venerdì durante gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine è stata stabilita la permanenza domiciliare, la misura prevista per i minori in alternativa agli arresti domiciliari. Dopo l’udienza di convalida, tutti hanno quindi potuto fare ritorno nelle rispettive abitazioni.
A riferire l’esito del procedimento è Emma Avezzù, procuratrice della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Torino, che ha preso parte all’udienza. Il provvedimento riguarda i partecipanti al corteo studentesco finiti al centro degli interventi delle forze dell’ordine.
Famiglie provate e vite regolari
La procuratrice ha descritto due dei tre ragazzi come privi di precedenti segnali di disagio o di segnalazioni a loro carico. Frequentavano con continuità la scuola e, in un caso, anche con risultati positivi; secondo Avezzù, conducevano una vita ordinaria e risultavano ben inseriti nel contesto sociale.
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Particolare impressione hanno suscitato anche i familiari presenti in tribunale. «I genitori erano presenti, erano molto provati, con gli occhi lucidi», ha raccontato Avezzù, spiegando che tra loro figurano anche persone laureate e che i ragazzi abitano in differenti quartieri di Torino, non esclusivamente nelle aree periferiche.
Un precedente cambia la misura
Uno dei tre arrestati aveva già un procedimento pendente per rapina. Proprio per questo giovane la procuratrice aveva chiesto l’applicazione della custodia in carcere, mentre nei confronti degli altri due non risultavano elementi analoghi.
La permanenza domiciliare è stata disposta anche per un quarto minorenne, coinvolto in un episodio separato. Secondo quanto emerso, il ragazzo avrebbe colpito con un pugno un agente di polizia.
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