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Cronaca 2 min di lettura6 giorni fa

Tevere Remo, Gualtieri riceve il diploma: il messaggio del Circolo

A Roma il sindaco entra idealmente nella storia del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, tra sport, inclusione e attenzione per il recupero del San Giorgio.

Il recupero del San Giorgio è diventato uno dei passaggi più sentiti della serata al Reale Circolo Canottieri Tevere Remo. Andrea Granzotto ha spiegato che per il club quel luogo rappresenta una parte essenziale della vita sul fiume e ha auspicato che la sua ricostruzione ridia slancio a un tratto centrale di Roma.

Nel corso dell’incontro, il presidente ha anche legato quel progetto alla vitalità del quartiere e alla funzione dello sport come spazio di relazione. La richiesta è stata rivolta a Roma Capitale, con l’idea di riportare sul Tevere un punto dedicato ad attività sportive e sociali.


Un riconoscimento legato al mandato

A fare da cornice all’appuntamento è stata la consegna a Roberto Gualtieri del diploma che lo indica come socio onorario di diritto del Circolo per tutta la durata del mandato. Insieme al documento, al sindaco sono stati consegnati anche la cravatta e la spilletta del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo.

L’incontro si è svolto nella Casa di Ripetta, in Lungotevere in Augusta, dove il primo cittadino è stato accolto da Granzotto, dal consiglio direttivo, dai soci e dalle loro famiglie. Al centro della serata c’erano il rapporto tra il club e la città, il ruolo educativo della pratica sportiva e il peso delle associazioni nella vita collettiva.


Una storia che parte da lontano

Il Tevere Remo è stato fondato in forma ufficiale nel 1872, ma le sue origini vengono ricondotte anche agli anni precedenti. Tra gli episodi ricordati c’è l’alluvione del 1870, quando i primi canottieri usarono le proprie imbarcazioni per aiutare i romani in difficoltà.

Quell’episodio viene considerato dal Circolo come una prova del legame, nato fin dall’inizio, con la città e con il fiume. Non soltanto sport dunque, ma anche un ruolo di supporto alla comunità.

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Sport e inclusione come scelta stabile

Nel tempo il club ha affiancato all’attività agonistica diversi percorsi formativi, con particolare attenzione all’inclusione. Dal 2005 aderisce a Special Olympics e ha avviato il progetto "Giochiamo a remare", pensato per atleti con disabilità intellettiva.

Da quella esperienza sono nati anche equipaggi misti, inseriti in un contesto di canottaggio integrato. L’obiettivo indicato dal Circolo non riguarda solo l’allenamento e le gare, ma anche l’autonomia personale e la socializzazione.


La serata con soci e famiglie

Dopo gli interventi di Granzotto e di Gualtieri, la serata è proseguita in un clima informale con un momento conviviale e la possibilità di dialogare con i soci e i loro familiari. L’iniziativa ha voluto rafforzare, anche sul piano simbolico, il legame tra il Circolo e la città.

Per il presidente, accogliere il sindaco nella sede di Ripetta significa condividere un’identità costruita in oltre centocinquant’anni di storia. Una storia che, nelle parole del club, continua a vivere attraverso sport, educazione dei giovani, inclusione e incontro tra generazioni.

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