Testamento annullato dopo 14 anni: il patrimonio torna ai tre nipoti
Il tribunale di Torino ha escluso la validità delle ultime volontà di una vedova, ritenuta incapace di scegliere consapevolmente la propria erede.
Dopo quattordici anni dalla firma del testamento, i tre nipoti potranno rivendicare l’eredità della zia: il tribunale di Torino ha annullato l’atto con cui una vedova senza figli aveva lasciato ogni bene alla badante. Nel patrimonio figuravano il denaro depositato sui conti correnti e due appartamenti in corso Casale.
La decisione civile si fonda sulle condizioni psicofisiche dell’anziana, giudicata non abbastanza lucida per comprendere gli effetti della scelta compiuta nel 2012. La donna che l’aveva assistita dovrà restituire i beni e versare circa 6.000 euro per le spese legali.
La capacità dell’anziana era compromessa
La sentenza è stata pronunciata da Simona Gambacorta, giudice della seconda sezione civile del tribunale torinese. Documenti medici e testimonianze hanno delineato una situazione di grave fragilità già esistente al momento della redazione del testamento.
L’ottantenne soffriva di problemi di salute, compresa una patologia neuropsichiatrica. Secondo la ricostruzione accolta dal giudice, viveva inoltre in condizioni di isolamento e non riusciva a gestire autonomamente i propri interessi. Il provvedimento la descrive come «fragile e vulnerabile, incapace di decidere», elementi ritenuti incompatibili con una scelta testamentaria pienamente libera e consapevole.
Dalla nomina della badante alla causa
La vicenda era iniziata nel 2009, quando una donna originaria del Venezuela era stata incaricata di occuparsi dell’anziana. Il rapporto era proseguito per circa cinque anni, fino alla morte della proprietaria, avvenuta nel 2015.
Nel periodo dell’assistenza, precisamente il 25 settembre 2012, la vedova aveva scritto di propria mano le sue ultime volontà. Il documento indicava la badante come unica beneficiaria e, dopo il decesso, le aveva consentito di entrare nella disponibilità dei conti e degli immobili di corso Casale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
I nipoti avevano già sollevato dubbi
I tre eredi, figli del fratello della defunta, avevano raccontato di aver incontrato difficoltà nel vedere la zia. Alla badante avevano attribuito un ruolo di isolamento della donna e, dopo aver scoperto il contenuto del testamento, si erano rivolti alla magistratura.
Il procedimento penale si era concluso nel 2022 con una condanna per circonvenzione di incapace. Nel 2024 la Corte d’appello di Torino aveva dichiarato estinto il reato per prescrizione, lasciando però in vigore le statuizioni civili riconosciute ai nipoti. Quella decisione era poi diventata definitiva.
La restituzione dell’eredità
Sul piano civile, il tribunale ha ora stabilito che il testamento non può produrre effetti perché, nel momento in cui fu scritto, l’anziana non avrebbe avuto una capacità sufficiente a determinare consapevolmente il proprio futuro patrimoniale.
I due appartamenti sono quindi destinati ai tre nipoti, ritenuti gli eredi legittimi. Il provvedimento riguarda anche la restituzione del patrimonio ricevuto dalla badante e chiude, dopo molti anni, la disputa sull’effettiva validità delle ultime volontà della donna.
Continua a leggere
Peschiera, paura nel campeggio: 24 feriti e un’esplosione
Le fiamme hanno colpito circa venti casette mobili al Bella Italia: un ferito è grave, mentre resta da chiarire l’origine del rogo.
Caivano, nuova nube dalla cisterna: stop alle aziende e mascherine FFP2
Dopo la fuoriuscita di miasmi irritanti da un impianto già colpito da un incendio, il sindaco introduce restrizioni immediate nell’area industriale
Morte in hotel a Okinawa: il caso che riaccende la tensione con gli Usa
Devin Jacob Ballard, militare statunitense di 20 anni, nega l’accusa di omicidio dopo il ritrovamento del corpo di Anna Yagi a Naha.
Elena Maraga torna a scuola? La decisione dopo il caso OnlyFans
Dopo un anno lontana dall’aula, l’ex insegnante trevigiana valuta il rientro senza rinunciare alla sua attività sulla piattaforma per adulti.