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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Terra Madre, Torino fa i conti con le macchie: il possibile ritorno

Slow Food prepara il trattamento del pavé di via Roma e valuta se riportare la manifestazione nel cuore della città tra due anni.

Il prossimo appuntamento di Terra Madre potrebbe svolgersi ancora nel centro di Torino. Slow Food Promozione deciderà se confermare la sede tra due anni, mentre nel frattempo si prepara a intervenire sulle tracce lasciate dall’ultima manifestazione.


Il centro resta un’opzione concreta

Daniele Buttignol, responsabile di Slow Food Promozione, ribadisce che l’obiettivo dell’organizzazione è produrre ricadute positive per il capoluogo piemontese. «Il nostro obiettivo resta creare valore per Torino», ha spiegato, rispondendo alle critiche rivolte alla manifestazione.

L’edizione appena conclusa, la prima senza Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, ha attirato un’attenzione internazionale particolarmente forte. Tra i messaggi ricevuti c’è stata anche una lettera ufficiale di Re Carlo III, dedicata alla memoria di Petrini e al sostegno del movimento.


Le macchie saranno trattate

Sul pavé di via Roma, intanto, sono previste operazioni mirate contro gli aloni comparsi dopo il montaggio e lo smontaggio degli stand. L’intervento dovrebbe partire già dalla prossima settimana, ma il calendario dipenderà dalle condizioni atmosferiche: la pioggia intensa potrebbe far slittare i lavori.

I tecnici stanno mettendo a confronto più sistemi. L’acqua calda ad alta pressione viene utilizzata per i residui privi di grasso, come quelli provocati dal succo di melograno; per le tracce oleose si punta invece alla sabbiatura e a detergenti specifici. La schiuma destinata agli oli dovrà rimanere sulla superficie per almeno 12 ore, in assenza di precipitazioni forti.

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Dopo la polemica, la replica

Le contestazioni sono esplose mentre gli allestimenti erano ancora in fase di rimozione. A criticare il sindaco Stefano Lo Russo sono stati soprattutto Pierlucio Firrao di Torino Bellissima e Domenico Garcea di Forza Italia; quest’ultimo ha anche pubblicato immagini in cui puliva simbolicamente la pavimentazione con uno straccio.

Buttignol sostiene però che Slow Food abbia sempre restituito gli spazi utilizzati in condizioni migliori rispetto a quelle iniziali. Tra gli esempi cita l’impianto elettrico permanente realizzato a proprie spese al Parco Dora, oggi disponibile anche per altri eventi.

Secondo il dirigente, un incidente come la rottura di una bottiglia d’olio può verificarsi, ma non comprometterà in modo permanente la pavimentazione. «Le macchie andranno via», ha assicurato, aggiungendo che l’immagine di Torino durante il Salone del Gusto continuerà invece a circolare nel mondo.

La scelta di portare la manifestazione nelle strade centrali era stata concordata con le istituzioni per dare maggiore visibilità alla città. L’organizzazione, ha ricordato Buttignol, è abituata a ricevere osservazioni: era già accaduto a Parco Dora e al Lingotto, anche per il costo del biglietto. La possibilità di un nuovo ritorno nel cuore di Torino, dunque, rimane aperta.

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