Teatro delle Vittorie, la vendita divide la famiglia Baudo e la Rai
L’assenza dei figli di Pippo Baudo alla cerimonia di Saxa Rubra riaccende il confronto sul futuro dello storico teatro romano.
La partita sul Teatro delle Vittorie potrebbe protrarsi ancora a lungo: un eventuale cambio di destinazione o la riconsegna dell’immobile non sono attesi prima del 2028-2029. Intanto la Rai sta esaminando i soggetti ammessi alla seconda fase della procedura, quella in cui dovranno essere presentate offerte vincolanti.
Tra gli aspiranti acquirenti figurano fondi immobiliari, gruppi attivi nel comparto audiovisivo e il Ministero della Cultura. Poiché il complesso è sottoposto a tutela, lo Stato conserva il diritto di prelazione sull’edificio.
Il nodo economico del teatro storico
La dismissione del Teatro delle Vittorie nasce da una valutazione finanziaria e tecnica. Secondo gli accertamenti citati dal Corriere, per adeguare la struttura e riportarla in condizioni operative sarebbero necessari almeno 7 milioni di euro.
A pesare sui conti sono diversi fattori: gli impianti datati, le difficoltà legate all’impermeabilizzazione, i vincoli strutturali derivanti dalla presenza del teatro all’interno di un condominio e l’aumento delle spese per gli interventi ordinari e straordinari. Il bando per la cessione, con una richiesta iniziale di 7 milioni di euro, si è chiuso il 22 maggio.
La famiglia contesta il riconoscimento
La scelta della Rai ha avuto un riflesso diretto sulla cerimonia organizzata a Saxa Rubra. Tiziana Baudo e il fratello Alessandro hanno infatti deciso di non partecipare all’iniziativa dedicata al padre, proprio perché il Teatro delle Vittorie è considerato dalla famiglia un luogo centrale nella sua storia professionale.
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Tiziana ha spiegato che quello spazio non rappresentava soltanto una sede di lavoro, ma anche uno dei simboli della carriera del conduttore e di un’epoca della televisione italiana. Ha inoltre ricordato che il teatro era stato scelto per l’ultimo saluto a Pippo Baudo, aggiungendo: «Faccio fatica a comprendere come si possa pensare di dismettere proprio quel luogo e, contemporaneamente, ritenere che l’intitolazione di uno studio a Saxa Rubra possa rappresentare un riconoscimento equivalente e realmente all’altezza della sua storia».
La Rai difende l’intitolazione
A rispondere alle osservazioni della figlia è stata Simona Agnes, consigliera di amministrazione della Rai e promotrice dell’intitolazione dello studio. La dirigente ha richiamato anche la posizione già espressa dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi, confermando la volontà dell’azienda di procedere con la vendita dell’immobile.
Agnes ha descritto il taglio del nastro come un momento di forte valore simbolico per la Rai e ha ricordato il ruolo di Baudo nella televisione nazionale. Secondo la consigliera, lo studio di Saxa Rubra vuole mantenere viva la sua eredità professionale e offrire un riferimento alle generazioni future.
L’iniziativa, ha precisato Agnes, si inserisce nel progetto di rafforzamento degli spazi produttivi dell’area romana. La Rai sostiene quindi di voler preservare la propria memoria attraverso nuove strutture, mentre sul Teatro delle Vittorie prevalgono i problemi di sostenibilità e gli elevati costi necessari per mantenerlo in attività.
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