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Cronaca 2 min di lettura4 ore fa

Tabacco, il conto sale ancora: quanto costerà fumare nel 2027

Le nuove regole fiscali spingono verso l’alto i prezzi di sigarette, tabacco sfuso, liquidi per dispositivi elettronici e prodotti riscaldati.

Anche i prodotti a tabacco riscaldato saranno coinvolti dagli interventi fiscali previsti per il 2027. Il prelievo aumenterà rispetto ai livelli stabiliti per il 2026, ma non è possibile tradurre automaticamente questa variazione in un rincaro preciso per ogni confezione.


Il rialzo coinvolge più prodotti

L’incremento della tassazione riguarderà anche i liquidi destinati alle sigarette elettroniche. In questo caso, tuttavia, il prezzo finale resta più difficile da prevedere: l’aumento dell’imposta non determina necessariamente una crescita identica del costo applicato al pubblico, perché incidono anche le caratteristiche commerciali del prodotto.

Una variazione è attesa inoltre per il tabacco trinciato, utilizzato soprattutto per preparare autonomamente le sigarette. Per una confezione da 30 grammi, la relazione tecnica collegata all’ultima legge di bilancio prospetta nel 2027 un rincaro medio nell’ordine di alcune decine di centesimi.


Per i fumatori oltre 90 euro annui

L’impatto più facilmente quantificabile riguarda le sigarette tradizionali. Considerando un consumo di un pacchetto al giorno e un aumento medio di 25 centesimi, la spesa crescerebbe di circa 1,75 euro ogni settimana, 7,50 euro al mese e oltre 91 euro nell’arco di dodici mesi.

La cifra rappresenta una media e non sarà uguale per tutte le marche. Il costo effettivo dipenderà infatti dalle scelte dei produttori e degli importatori, oltre che dai listini ufficiali.

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Le aliquote cambiano fino al 2028

Il quadro fiscale prevede un incremento graduale della componente fissa dell’accisa: dai 32 euro per mille sigarette del 2026 si passerà a 35,50 euro nel 2027, fino a 38,50 euro a partire dal 2028. Parallelamente, la quota calcolata sul prezzo di vendita scenderà dal 49,23% al 48,50% nel 2027, per poi arrivare al 48% dal 2028.

Anche l’onere fiscale minimo salirà progressivamente. Il valore passerà da 216 euro per mille sigarette nel 2026 a 221 euro nel 2027, raggiungendo 227 euro dal 2028; nel calcolo rientrano sia l’accisa sia l’Iva.


Quando scatteranno gli aumenti

La relazione tecnica della precedente legge di bilancio stima un incremento medio del prezzo di circa 15 centesimi nel 2026, di 25 centesimi nel 2027 e di circa 40 centesimi dal 2028. Si tratta del cosiddetto prezzo equo medio, ottenuto considerando insieme le diverse componenti fiscali.

Il nuovo esborso non partirà necessariamente il 1° gennaio 2027. I rincari diventeranno effettivi quando l’Agenzia delle dogane e dei monopoli aggiornerà periodicamente i listini e autorizzerà le nuove tariffe, sulla base delle richieste presentate dagli operatori del settore.

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