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Cronaca 1 min di lettura21 min fa

Torino, il gip conferma la custodia: il caso del bimbo investito

La giovane accusata dell’investimento durante una lite rimane detenuta; il bambino è ricoverato in osservazione, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Le condizioni del bambino di cinque anni, travolto da un’auto durante una lite a Torino, non desterebbero preoccupazione immediata: il piccolo è ancora in ospedale per accertamenti dopo aver riportato un trauma all’addome. Intanto, per la 24enne Camilla D'Alessandra è arrivata la conferma della permanenza in carcere.


Il bambino resta sotto osservazione

Dopo l’impatto, il minore è stato accompagnato in ospedale e trattenuto per monitorare l’evoluzione del trauma addominale. Secondo quanto emerso, non sarebbe in condizioni critiche e non correrebbe pericolo di vita.

Al momento dell’investimento si trovava insieme al padre, alla sorellina e a un’altra donna. L’episodio si è verificato in strada, all’incrocio tra via Pinelli e via Industria; dopo l’urto, la conducente si sarebbe allontanata senza fermarsi per prestare assistenza.


La decisione del giudice

Il gip del tribunale di Torino ha convalidato il fermo al termine dell’udienza svolta ieri. La misura è stata motivata, secondo le informazioni disponibili, dalla possibilità di condizionare gli accertamenti e dal timore che possano verificarsi altri reati.

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La giovane è indagata per tentato omicidio e lesioni personali aggravate. Attraverso il suo difensore, Cristian Scaramozzino, ha sostenuto sin dall’inizio che l’investimento non sarebbe stato intenzionale, né nei confronti del bambino né del padre, che in passato era il suo compagno.


La lite prima dell’investimento

La ricostruzione degli investigatori colloca il fatto al culmine di un alterco avvenuto in strada. La 24enne avrebbe utilizzato l’automobile contro il figlio del suo ex compagno, per poi lasciare la zona senza soccorrerlo.

Dalla vicenda giudiziaria emerge anche un precedente contesto personale: in un altro procedimento, Camilla D'Alessandra era stata riconosciuta vittima di comportamenti persecutori e maltrattamenti. Quel caso si era concluso con la condanna definitiva di un altro suo ex partner.

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