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Cronaca 1 min di letturaAggiornato 1 ora fa

Suzzara, 25 anni a Rosa Capuano per il padre

La Corte d’Assise ha riconosciuto la premeditazione, ma ha escluso l’aggravante dei motivi abietti e futili

Aggiornamento delle 21:12

La Corte d’Assise ha disposto un risarcimento provvisorio totale di 150mila euro in favore dei tre fratelli di Rosa Capuano. A ciascuno è stata assegnata una somma di 50mila euro.

Rosa Capuano è stata condannata a 25 anni per l’uccisione del padre Francesco a Suzzara.

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La decisione della Corte

La Corte d’Assise di Mantova ha riconosciuto la premeditazione e l’aggravante legata al fatto che la vittima fosse un ascendente. Le attenuanti generiche sono state considerate equivalenti alle altre aggravanti contestate.

Non è stata invece riconosciuta l’aggravante dei motivi abietti e futili. La pena coincide con quella chiesta dalla pubblico ministero Alessia Silimbani, che aveva escluso la richiesta dell’ergastolo anche alla luce della confessione resa dall’imputata.


La confessione in aula

Durante l’udienza di giovedì 5 novembre, Capuano ha ammesso per la prima volta le proprie responsabilità dopo avere sempre negato il coinvolgimento nelle precedenti fasi del procedimento. Davanti ai giudici ha detto: «Sono stata io. Non ce la facevo più. Ho preso la pistola e l'ho ucciso».

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La confessione è arrivata mentre la Corte esaminava il caso relativo alla morte del padre. La donna ha così abbandonato la versione sostenuta fino a quel momento, riconoscendo di avere sparato a Francesco Capuano.


L’omicidio a Suzzara

Il delitto risale al 23 dicembre 2024. Francesco Capuano fu colpito con un’arma da fuoco davanti alla casa di via Biolcheria, dove padre e figlia abitavano insieme.

La sentenza pronunciata a Mantova chiude il primo grado del procedimento con una condanna a 25 anni di reclusione. Il collegio ha quindi recepito la richiesta dell’accusa, applicando il bilanciamento tra le attenuanti generiche e le aggravanti riconosciute.

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