Il Salinas di Palermo riapre: esposto il carro pompeiano
Dopo 17 anni di lavori, tornano accessibili i tre piani del museo con collezioni storiche e nuovi reperti
Il Museo archeologico regionale Antonino Salinas di Palermo è nuovamente visitabile in tutti i suoi tre piani. La riapertura completa è stata accompagnata dall’esposizione, per la prima volta, di un carro cerimoniale proveniente da Pompei.
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Il carro ritrovato nei depositi
Il reperto arriva dalla Casa di Sallustio ed è datato al I secolo d.C. Rimasto a lungo nei depositi del museo, faceva parte delle donazioni borboniche confluite nelle raccolte palermitane all’inizio dell’Ottocento.
Il carro è considerato gemello di quello rinvenuto nel 2021 a Civita Giuliana. Proprio il ritrovamento e lo studio di quest’ultimo esemplare hanno contribuito all’identificazione del manufatto conservato al Salinas, ora presentato al pubblico accanto alle altre collezioni archeologiche.
La riapertura riguarda il primo e il secondo piano, che si aggiungono agli spazi già restituiti ai visitatori nel 2016. L’intero percorso museale occupa quasi 5 mila metri quadrati e si sviluppa nell’ex convento dei Padri Filippini all’Olivella, sede del museo dal 1866.
Nuovi percorsi per le collezioni
Il primo piano ospita le raccolte storiche che hanno contribuito alla reputazione nazionale del Salinas. Sono esposti reperti provenienti da Pompei e Torre del Greco, tra statue, vasellame, oggetti in bronzo e materiali organici, inclusi fichi carbonizzati, granaglie e frammenti di tessuto.
Lo stesso livello comprende la Collezione Casuccini, con sarcofagi, sculture e sfingi dell’arte etrusca, oltre ai nuclei dedicati all’Egitto, all’oreficeria fenicio-punica, greca, romana e bizantina. Un’altra sezione riunisce monete che ricostruiscono l’evoluzione della monetazione siciliana dalle origini fino all’Ottocento.
Il secondo piano racconta invece la storia archeologica della Sicilia occidentale e di Palermo attraverso gli esiti di campagne di scavo condotte nel corso del Novecento. Il percorso attraversa la preistoria, le culture indigene, la fase fenicio-punica e il Medioevo, con materiali provenienti tra gli altri da Marsala e Solunto.
Tra gli elementi dedicati alla preistoria figura la riproduzione dei graffiti dell’Addaura, datati a circa 16.000 anni fa e oggi non accessibili. La visita termina nella Sala dei Mosaici, illuminata da una copertura in cristallo.
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Diciassette anni di interventi
Il progetto di recupero è partito nel 2009 con quasi 16 milioni di euro di fondi europei destinati al restauro del complesso, alla sua messa a norma e al riordino delle sale. Nel 2022 sono stati avviati i lavori sui due piani superiori grazie a 2.800.000 euro del programma di finanziamento per la Sicilia.
Tra il 2024 e il 2026 sono stati aggiunti interventi per circa 270.000 euro, destinati soprattutto alla sicurezza antincendio, agli impianti antintrusione e alla definizione dei percorsi di visita. Il completamento dell’allestimento è avvenuto nel 2026 sotto la direzione di Giuseppe Parello, alla guida del museo dal 2024.
Il riordino scientifico è stato affidato a un gruppo di studiosi e accademici. Alla fase operativa hanno partecipato le sei archeologhe del Salinas, specialisti dell’Università di Palermo, del Cnr e delle Soprintendenze siciliane.
Le dichiarazioni alla riapertura
«La riapertura completa del Salinas è un risultato atteso da tempo», ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ricordando il sostegno regionale agli interventi e il recupero di opere rimaste per anni nei depositi. Secondo Schifani, il carro pompeiano rende ancora più significativa la restituzione del museo e conferma l’intenzione di continuare a finanziare il patrimonio culturale siciliano.
L’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato ha ricordato che sono trascorsi 17 anni dall’avvio dei lavori e 10 dalla riapertura del piano terra. Il completamento, ha spiegato, rende nuovamente disponibili raccolte capaci di attirare visitatori, ricercatori e appassionati.
Per Parello, il nuovo allestimento coniuga la tutela dell’architettura storica con una maggiore accessibilità delle collezioni. Il museo ha inoltre presentato un progetto per rendere l’esperienza inclusiva per persone di età, abilità, competenze linguistiche e capacità di concentrazione diverse.
Intitolato dal 1995 all’archeologo Antonino Salinas, che lo diresse dal 1873 al 1914, il museo è la più antica istituzione museale pubblica della Sicilia: la sua fondazione risale al 1814.
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