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Cronaca 2 min di lettura4 giorni fa

Susan Sarandon fermata a New York: la protesta anti-Netanyahu si accende

Davanti all’Onu centinaia di persone hanno contestato il premier israeliano, mentre la manifestazione di Jewish Voice for Peace si è chiusa con diversi arresti e una città presidiata.

Susan Sarandon è finita tra le persone fermate durante il presidio contro Netanyahu organizzato nei pressi del Palazzo di Vetro. La protesta, esplosa sulla First Avenue a New York, ha trasformato una mobilitazione già molto visibile in un caso destinato a far discutere anche per la presenza dell’attrice, 79 anni, tra i partecipanti.


Una protesta che arriva fino al Palazzo di

La manifestazione è stata promossa da Jewish Voice for Peace e ha riunito centinaia di contestatori che chiedevano di interrompere l’invio di armi a Israele. Il sit-in è avvenuto in un’area particolarmente sorvegliata, a ridosso del Palazzo di Vetro, in una fase in cui la città risultava blindata anche per le misure di sicurezza decise dal sindaco Mamdani.

Secondo quanto emerge dal racconto della giornata, la presenza di Sarandon ha dato ulteriore risonanza all’iniziativa. L’attrice, già nota per il suo impegno politico, si è trovata al centro dell’attenzione mentre la polizia procedeva con i fermi tra i manifestanti.


Gli arresti e il simbolo Sarandon

La scena che ha colpito di più è stata quella di Sarandon ammanettata dagli agenti, immagine che ha sintetizzato la tensione del presidio e la linea dura delle forze dell’ordine. Il testo grezzo parla di decine di fermi al termine della manifestazione, segno che l’intervento non ha riguardato solo l’attrice ma una parte consistente dei presenti.

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Per Sarandon, arrivata sulla First Avenue, l’episodio ha assunto anche un valore simbolico: la sua vicenda personale è stata letta come la prosecuzione di un percorso in cui le sue posizioni pubbliche hanno spesso avuto un costo. In questo caso, però, il gesto ha coinciso con una protesta collettiva che ha avuto come bersaglio Netanyahu e la politica israeliana.


La città sotto stretta sorveglianza

La mobilitazione si è svolta in un contesto già segnato da controlli serrati. New York, infatti, era stata descritta come blindata, con un’attenzione particolare intorno all’area dell’Onu e alla sede dell’Assemblea generale.

Dentro questo scenario, la protesta ha unito profilo politico e impatto mediatico. Da una parte le richieste del movimento, dall’altra l’immagine di una star internazionale portata via dalla polizia: elementi che hanno reso la giornata molto più visibile di un normale corteo, senza però cambiare il dato di fondo raccontato dal testo, cioè il numero elevato di fermi e la forte contestazione contro Netanyahu.

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