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Cronaca 2 min di letturaAggiornato 5 min fa

Supermercati europei, attaccati da remoto gli impianti frigoriferi

Coinvolti sette Paesi, mentre in Germania un punto vendita ha dovuto eliminare grandi quantità di prodotti alimentari.

Aggiornamento delle 13:14

In un video diffuso sui social, i due gruppi hanno sostenuto che gli episodi abbiano interessato centinaia di località europee. Hanno inoltre minacciato possibili azioni contro reti idriche, centrali elettriche, impianti industriali e depositi alimentari, affermando di non aver utilizzato malware.

Aggiornamento delle 13:12

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito gli episodi un’azione ostile coordinata su scala europea. Le indagini sono state affidate alla polizia postale.

Attacchi informatici hanno colpito impianti frigoriferi di supermercati in diversi Paesi europei. La responsabilità è stata rivendicata sui social dai gruppi filorussi NoName057(16) e Zpentest.

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I danni nei supermercati tedeschi

A Wetter-Volmarstein, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, sono stati manomessi a distanza i sistemi di refrigerazione di un supermercato gestito da Arbeiterwohlfahrt. L’aumento delle temperature ha interessato sia i banchi destinati alla vendita sia i locali esterni utilizzati per conservare le scorte.

Il punto vendita ha dovuto smaltire una quantità consistente di alimenti, ma il valore complessivo delle perdite non è stato ancora definito. Sandrae Salten, responsabile dell’organizzazione, ha riferito che l’obiettivo degli autori potrebbe essere stato il fornitore incaricato della gestione e della manutenzione a distanza degli impianti.


Gli attacchi in Europa

Le intrusioni hanno riguardato Belgio, Svezia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Finlandia, Irlanda ed Estonia. In alcuni casi le temperature degli impianti sono arrivate fino a 50 gradi, dopo la modifica dei parametri attraverso i sistemi informatici.

Sono stati segnalati problemi anche nell’industria britannica della lavorazione della carne. Paul Chichester, direttore delle operazioni del National Cyber Security Centre, ha confermato l’episodio spiegando che le conseguenze sono state contenute.

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Le verifiche in Italia

A Palazzo Chigi si è svolto un incontro tra Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura. Alla riunione hanno preso parte anche il direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale e i vertici delle agenzie di intelligence.

Dalle verifiche iniziali, riferite dal governo ieri, non emergerebbe una situazione di allarme nel nostro Paese, anche se è stata disposta la massima attenzione. Gli episodi italiani avrebbero coinvolto poche strutture rispetto alle migliaia presenti sul territorio nazionale.

Le autorità hanno rilevato che alcuni impianti utilizzano ancora sistemi di sicurezza obsoleti, con interfacce direttamente accessibili dalla rete e procedure di autenticazione carenti. La maggior parte della distribuzione, invece, dispone di protezioni aggiornate che finora hanno impedito intrusioni dannose.

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